“Perché non può essere certo una bassa affluenza a giustificare una soppressione drastica – sottolinea l’esponente Udc – senza considerare il rapporto tra la qualità e il prezzo del servizio offerto, e senza un’attenta analisi dei costi e dei benefici”. “Per questo – conclude De Leonardis – dobbiamo far sentire chiara e forte la nostra voce, senza subire passivamente una nuova decisione mirata a penalizzare ancora e sempre una parte d’Italia che evidentemente non gode di santi in paradiso e di uguale considerazione rispetto a quella che va da Roma in su: ma poiché si legge ancora ‘Trenitalia’ e non ‘Trenipadania’ sulle fiancate dei treni, occorre invertire una tendenza autolesionista e intollerabile, e tornare a un standard accettabile, almeno accettabile, di mobilità e trasporti, senza i quali parlare di sviluppo e crescita sa di farsa, non di realtà”.
“Trenitalia ha tracciato un bilancio dei primi sei mesi di controlli stanando in Puglia mille evasori (su 44mila controllati) – continua Longo – e questo è un dato che ci fa estremamente piacere. Chi viaggia sui treni deve assolutamente pagare il biglietto ma pretende anche di avere un servizio puntuale ed efficiente. Ed è per questo che mi auguro che i soldi recuperati dall’evasione vengano reinvestiti per apportare modifiche e migliorie al servizio offerto nella nostra regione”. “Negli ultimi tempi – prosegue il consigliere regionale Udc – la Puglia sta ricevendo da Trenitalia soltanto schiaffi, così come testimonia l’ultimo taglio effettuato alle corse da e per Roma dell’Eurostar. La nostra regione non merita un trattamento di serie B e non mi stancherò mai di chiedere a Trenitalia un servizio adeguato alle esigenze dei nostri cittadini. Così come non mi stancherò mai di chiedere maggiore sicurezza sui treni: grande è lo sforzo profuso dalle forze dell’ordine ma, soprattutto sulle brevi tratte regionali, i rischi restano sempre alti”.
Redazione Stato




