La sconfitta contro la Fiorentina pesa come un macigno sul finale di stagione della Juventus, con la corsa alla qualificazione in Champions League ancora in bilico e scenari societari che potrebbero aprirsi in caso di mancato accesso alla competizione europea.
Già nel post gara, l’allenatore Luciano Spalletti aveva annunciato un confronto diretto con il presidente John Elkann, sottolineando: “mi incontrerò con John Elkann, sarà un’analisi di me stesso, dovrò proporgli una versione migliore di quella vista oggi”. Un faccia a faccia che si preannuncia decisivo per fare il punto non solo sulla partita, ma sull’intera stagione.
Il rapporto tra Spalletti ed Elkann è solido, rafforzato anche dal recente rinnovo di contratto arrivato prima della certezza del quarto posto, segno di una fiducia costruita su un legame che va oltre l’aspetto professionale. Tuttavia, la mancata qualificazione alla Champions potrebbe cambiare gli equilibri interni.
In caso di esclusione dalla massima competizione europea, infatti, non si escludono scossoni a livello dirigenziale e tecnico, anche se Elkann non avrebbe intenzione di avviare una nuova rivoluzione a distanza di un solo anno. Al momento, la posizione di Spalletti appare solida, mentre maggiori incertezze riguardano altri profili della struttura sportiva.
Tra le figure più esposte ci sarebbero Damien Comolli e François Modesto. In particolare, secondo le ricostruzioni, Modesto potrebbe essere quello maggiormente a rischio, mentre l’amministratore delegato, indicato come più vicino alle scelte di Elkann, vedrebbe ridimensionato il proprio ruolo sul mercato.
Nel nuovo assetto potrebbe acquisire maggiore centralità il direttore sportivo Marco Ottolini, chiamato a gestire con più continuità le operazioni di mercato e a supportare lo stesso Spalletti anche nella gestione quotidiana del gruppo squadra. Accanto a lui resterebbe stabile la figura di Giorgio Chiellini, destinato a mantenere un ruolo istituzionale e di rappresentanza nei rapporti con le istituzioni calcistiche.
Le prossime decisioni passeranno anche dal derby contro il Torino, ultimo snodo della stagione. Solo dopo quella gara e dopo il confronto con Spalletti, Elkann definirà il quadro futuro: con la Champions League gli scenari sarebbero più stabili, senza qualificazione invece la possibilità di una revisione profonda dei quadri dirigenziali tornerebbe concretamente sul tavolo della Juventus.
Lo riporta sportmediaset.mediaset.it.



