Un nuovo pasticcio informatico coinvolge l’INPS, che ha dovuto correggere circa 270mila Certificazioni Uniche relative alle pensioni a causa della mancata indicazione dell’addizionale comunale, una trattenuta applicata mensilmente ma non riportata nei documenti fiscali.
Il problema riguarda un errore nei dati destinati alla dichiarazione precompilata, nei quali la voce risultava assente. Secondo quanto comunicato dall’ente, si tratta di un guasto tecnico già in fase di risoluzione, con aggiornamenti già trasmessi all’Agenzia delle Entrate e in corso di recepimento nei sistemi fiscali.
L’Inps invita i contribuenti a verificare di disporre della versione aggiornata della CU, soprattutto chi ha già scaricato o utilizzato il documento per il modello 730. Solo una parte delle certificazioni risultava infatti già utilizzata, mentre la maggioranza degli utenti riceverà automaticamente la versione corretta.
Gli importi mancanti sarebbero nella maggior parte dei casi di entità ridotta, spesso inferiori ai 12 euro, soglia sotto la quale non si attivano procedure di recupero tramite cartelle esattoriali. Tuttavia, l’errore potrebbe avere conseguenze sugli eredi nei casi di pensionati deceduti, che dovranno eventualmente gestire la dichiarazione per conto del defunto.
Non si tratta del primo disservizio recente. Già nei mesi scorsi l’ente era finito al centro di altre anomalie: a maggio circa due milioni di beneficiari di Naspi e altre prestazioni avevano ricevuto CU con un codice errato, rischiando di perdere agevolazioni fiscali. A marzo, invece, oltre 20mila pensionati si erano visti chiedere la restituzione di somme erogate in eccesso, a causa di un’errata applicazione di una detrazione fiscale.
Una sequenza di episodi che riporta l’attenzione sulla gestione dei flussi informatici dell’ente previdenziale e sulle ricadute dirette sui cittadini.
Lo riporta orizzontescuola.it.



