L’APS Archeoclub di Celenza Valfortore denuncia una situazione di forte tensione istituzionale con l’Amministrazione comunale, culminata nella revoca della gestione dell’Antiquarium e della sede associativa. La vicenda, già approdata all’attenzione delle autorità competenti, rischia ora di trasformarsi in un lungo contenzioso amministrativo e giudiziario.
A intervenire pubblicamente è Elio Venditto, presidente dell’associazione culturale, che parla di una fase “particolarmente delicata” per quella che definisce “una delle realtà associative storiche del territorio”.
Secondo quanto ricostruito dall’Archeoclub, negli ultimi mesi si sarebbero verificati episodi di mancata collaborazione istituzionale: dalla mancata partecipazione alle iniziative estive comunali fino alla revoca dell’affidamento dei locali dell’ex Convento di San Nicola e dell’Antiquarium comunale, formalizzata con delibera di Giunta n. 73 del 5 agosto 2025.
L’associazione ricorda come il proprio ruolo fosse stato riconosciuto già nel 1992 e successivamente con deliberazione del Consiglio comunale n. 30 del 2012, attraverso l’affidamento della gestione dell’Antiquarium quale presidio culturale dedicato alla tutela e valorizzazione del patrimonio storico-archeologico locale.
“Da oltre trent’anni – sottolinea Venditto – l’Archeoclub opera gratuitamente attraverso attività culturali, ricerche, mostre, convegni e iniziative didattiche finalizzate alla promozione della memoria storica del paese”.
Tra i punti più delicati della controversia vi sarebbero anche le modalità con cui sarebbe avvenuto il rientro del Comune nei locali precedentemente concessi all’associazione. L’Archeoclub riferisce di avere presentato esposti alle autorità competenti segnalando presunti accessi ai locali e difficoltà nell’accesso ad archivi, documentazione e beni custoditi nella sede.
Si tratta tuttavia di circostanze sulle quali saranno gli organi competenti a svolgere eventuali accertamenti.
Nel frattempo, secondo quanto riferito dall’associazione, l’Antiquarium risulterebbe chiuso e diverse attività culturali sarebbero state sospese o rinviate.
L’Archeoclub sostiene inoltre di avere tentato più volte una soluzione conciliativa attraverso richieste formali di incontro e mediazione. Anche l’ultimo tentativo di dialogo, però, si sarebbe concluso senza accordo.
Altro elemento evidenziato dall’associazione riguarda i costi legali sostenuti dal Comune per la gestione della vicenda. Secondo quanto dichiarato dall’Archeoclub, sarebbero già stati impegnati circa 2.200 euro per incarichi professionali, cifra che potrebbe aumentare qualora il contenzioso dovesse proseguire.
La vicenda continua a suscitare attenzione nella comunità locale, dove il dibattito si concentra soprattutto sul futuro dell’Antiquarium e delle attività culturali del paese.
“Continueremo a difendere la storia e il patrimonio culturale costruito in oltre trent’anni di attività”, conclude Venditto.
A cura di Giovanna Tambo.



