Secondo “La Cicogna”, l’Amministrazione Comunale ha omesso tra i debiti un pagamento dovuto all’ ex Asia di circa 1.3 milioni di euro. Fatture, secondo il gruppo di opposizione, di cui sarebbe stato lo stesso liquidatore della società, Paradisi, a provare l’esistenza. “Premesso che stiamo parlando di un deliberato che comprende debiti fuori bilancio e che finora l’Amministrazione non ha ancora riconosciuto alcun debito verso Asia in liquidazione – ha risposto l’assessore al Bilancio Nicola Gallo – queste fatture non esistono nella contabilità comunale. E’ il solito gioco della Cicogna. L’anno scorso hanno fatto la stessa cosa quando hanno parlato di fatture di 222.000 euro che, secondo loro, non avremmo inserito nei debiti fuori bilancio per rientrare nel Patto di Stabilità, obiettivo poi centrato con un saldo positivo di 4.300.000 euro! La verità è che stiamo affrontando nel migliore dei modi una situazione finanziaria difficile attraverso un’attenta gestione delle esigue risorse a disposizione. I soliti noti si distinguono ancora una volta non per la propositività delle osservazioni, ma per le solite affermazioni inutili e senza senso”.
CLIMA DA SALOON IN CONSIGLIO COMUNALE, INSULTI E MINACCE AL SINDACO ANTONIO GIANNATEMPO. Ingiurie di ogni genere da Metta al primo cittadino. Il leader de La Cicogna ha approfittato dell’ aggettivo “bella” rivolto dal Sindaco al consigliere Lepore, per il quale Giannatempo si è scusato più volte con la diretta interessata, per dare sfogo al suo livore personale nei confronti dell’ uomo che i cerignolani hanno voluto al governo della città. Un aggettivo, “bella”, rivolto a Loredana Lepore, consigliere de “La Cicogna”. Una espressione usata dal Sindaco, Antonio Giannatempo, che lo stesso primo cittadino ha definito “infelice” e “istintiva” e per la quale si è ripetutamente scusato con la diretta interessata. E’ bastato questo, ieri sera, in Consiglio Comunale, per scatenare l’ira del leader del movimento, Franco Metta, che ha sfruttato l’occasione per lanciare insulti irripetibili all’indirizzo del primo cittadino, dando dimostrazione di quanto forte sia il suo odio personale nei confronti di Giannatempo. Un livore che travalica i confini dello scontro politico e che avvelena da oltre un anno e mezzo il clima a Cerignola, trasmesso ai suoi seguaci e che ieri ha avuto modo di sfogarsi non in un comizio ma in Consiglio Comunale, di fronte a tanti cittadini che hanno dovuto assistere a uno spettacolo squallido, tra ingiurie e minacce verbali assortite. Tutto è avvenuto nella fase finale della discussione sui debiti fuori bilancio, durante le dichiarazioni di voto. <
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