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CAVALLO MILANO Davide Cavallo, chiesti fino a 12 anni per i due aggressori: “Il ragazzo ha perdonato, i genitori no”

La richiesta è arrivata dal pm di Milano Andrea Zanoncelli nel processo con rito abbreviato davanti al gup Alberto Carboni

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
20 Maggio 2026
Prima pagina //

Fino a 12 anni di reclusione per i due giovani accusati del brutale pestaggio avvenuto in corso Como a Milano ai danni di Davide Cavallo, 22 anni. La richiesta è arrivata dal pm di Milano Andrea Zanoncelli nel processo con rito abbreviato davanti al gup Alberto Carboni, per i reati di tentato omicidio e rapina.

Secondo l’accusa, il 12 ottobre il ragazzo sarebbe stato aggredito fuori da una discoteca per un bottino di circa 50 euro, riportando lesioni permanenti. I due imputati, Alessandro Chiani e Ahmed Atia, oggi entrambi diciottenni, sono considerati rispettivamente l’esecutore materiale e un complice dell’aggressione. Insieme a loro avrebbero partecipato anche tre minorenni, coinvolti in un procedimento separato davanti al tribunale per i minori.

Per la vittima, il pubblico ministero ha chiesto anche un risarcimento di 1,5 milioni di euro, mentre per i genitori e il fratello 100 mila euro ciascuno.

Davide Cavallo si è presentato in aula con le stampelle, accompagnato dai genitori, in una scena che ha segnato il procedimento. I due imputati sono stati arrestati il 18 novembre.

Colpisce quanto accaduto durante l’udienza: il 22enne, secondo quanto riportato, ha abbracciato entrambi gli aggressori, scambiando alcune parole con loro. Un gesto che ha sorpreso molti presenti e che gli avvocati hanno definito come segno di grande maturità.

«Il padre non è il figlio, il figlio ha perdonato. Il padre e la madre non riescono», ha dichiarato l’avvocato Luca Degani, legale del padre della vittima. Il difensore ha aggiunto: «Sentirsi dire che una coltellata è stata data per un gioco alle due di notte è qualcosa che ti fa davvero dire ‘basta’: c’è un limite anche al diritto di difesa». E ancora: «Ma non comportiamoci come se non vi fosse una colpa, come se non vi fosse una parte lesa e come non vi fossero dei genitori e dei ragazzi che hanno distrutto la loro vita».

Sul piano difensivo, gli avvocati degli imputati hanno sottolineato il valore umano del gesto della vittima. «Si sono abbracciati, lui si è abbracciato qui con tutti e due i ragazzi mostrando una dignità e una qualità di animo che è straordinaria e che è un insegnamento per noi tutti», ha detto l’avvocato Guglielmo Gulotta. E ha aggiunto: «Quell’abbraccio è molto significativo, vuole dire che non c’è rancore nonostante quello che questo ragazzo ha subito».

Il collega Giovanni Giovanetti ha ribadito: «Si sono abbracciati, si sono parlati e Chiani si è scusato, siamo proprio commossi dalla grande statura morale della persona offesa, di Simone Cavallo, veramente un ragazzo eccezionale».

Il procedimento prosegue ora verso la decisione del gup, mentre resta il forte impatto emotivo di una vicenda segnata da violenza, conseguenze permanenti e un gesto di perdono che ha diviso profondamente le reazioni tra aula e famiglie coinvolte.

Lo riporta leggo.it.

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