Il dibattito sulla sicurezza a Foggia torna al centro dell’attenzione pubblica, ma dal comitato giovanile “Resto a Foggia” arriva una riflessione critica su quanto accaduto negli ultimi mesi. A intervenire è Antonio Narciso, promotore della mobilitazione del 2025, che denuncia un clima di “indignazione tardiva” e una generale assenza di ascolto verso le istanze dei giovani.
Narciso ricorda come la mobilitazione dell’ottobre 2025, nata per denunciare baby gang, violenza crescente e percezione di insicurezza nelle strade, sia stata accolta con scarsa attenzione. “Siamo stati lasciati soli”, sottolinea, evidenziando come gli appelli lanciati allora non abbiano trovato risposte adeguate né sul piano sociale né istituzionale.
Nel suo intervento, il promotore del comitato parla di una società che, a suo dire, avrebbe reagito con ritardo rispetto a problemi già evidenti: “Sorge spontaneo chiedersi dove fossero coloro che oggi invocano sicurezza e legalità”, afferma, denunciando anche l’indifferenza di parte della cittadinanza e delle famiglie.
Particolarmente dura la critica rivolta alle istituzioni e alla politica locale, accusate di aver sottovalutato il fenomeno in un momento segnato, secondo Narciso, dall’attenzione concentrata su dinamiche elettorali: una distrazione che avrebbe contribuito a marginalizzare il disagio giovanile.
Tra le iniziative rimaste senza seguito viene ricordata anche la richiesta di un tavolo tecnico in Prefettura, proposta che, secondo il comitato, non avrebbe ricevuto alcun riscontro concreto.
“Oggi si assiste a una rincorsa generale all’indignazione”, afferma ancora Narciso, sottolineando come il movimento giovanile abbia invece scelto di esporsi in prima persona, rivendicando impegno civico e senso di responsabilità verso la città.
In conclusione, il rappresentante di “Resto a Foggia” ribadisce come i giovani coinvolti nella mobilitazione abbiano dimostrato, a suo giudizio, coraggio e consapevolezza civica, spesso più marcati rispetto a quelli espressi da chi avrebbe avuto il compito di ascoltarli e intervenire tempestivamente.



