Si chiude con esito positivo la vertenza che riguardava i lavoratori di Vestas in Italia, dopo la riorganizzazione delle attività logistiche che aveva fatto temere possibili licenziamenti e riduzioni di personale. Le misure adottate hanno infatti portato alla ricollocazione completa dei lavoratori coinvolti, scongiurando gli esuberi inizialmente ipotizzati.
Nel dettaglio, degli otto dipendenti impiegati nel magazzino di Candela, struttura poi definitivamente chiusa nell’ambito del riassetto aziendale, sette sono stati trasferiti nel sito di Melfi e uno ricollocato nel magazzino di Foggia. Per alcuni di loro si aprono inoltre ulteriori prospettive occupazionali future, con la possibilità di nuovi inserimenti anche nell’area foggiana.
Parallelamente, il piano di riorganizzazione ha portato anche all’apertura di nuovi hub logistici, tra cui un magazzino a Pietramontecorvino, nell’ottica di ridistribuire le attività sul territorio.
A illustrare l’esito della trattativa è stato Marco Potenza, che ha seguito la vertenza insieme alle strutture sindacali territoriali e nazionali, con particolare riferimento ai colleghi di Taranto, dove si è concentrata la gestione principale della crisi occupazionale.
Nel complesso, la vertenza ha interessato soprattutto l’area tarantina, coinvolgendo 32 lavoratori impiegati nelle attività di magazzino, formazione e supporto operativo, a seguito del trasferimento delle funzioni logistiche nel nuovo hub di San Nicola di Melfi. Tra questi, 8 lavoratori sono stati ricollocati in Vestas Italia tra Taranto e altri siti pugliesi, 17 hanno accettato nuove opportunità all’interno del gruppo, mentre 6 hanno aderito a percorsi di uscita volontaria incentivata.
L’accordo è stato formalizzato nella sede della Presidenza della Regione Puglia, al termine di un confronto avviato a gennaio con la mediazione dell’assessorato regionale allo Sviluppo economico e della Task Force Occupazione.
L’intesa prevede inoltre misure di sostegno per i lavoratori trasferiti a Melfi, tra cui un’indennità una tantum per la prima sistemazione e un diritto di prelazione per eventuali future ricollocazioni in sedi più vicine alla residenza. Ulteriori tutele sono state previste anche per il personale ricollocato nei vari service point territoriali.
Lo riporta foggiatoday.it.



