Se un limite c’è, è rintracciabile proprio nelle troppe occasioni vanificate in zona gol. Ma molto spreco significa anche tanta creazione. Il Foggia di Foligno è un Foggia che fa. Ma che rischia anche di disfare. Come quando, agli albori della ripresa, Venitucci trova il tempo di sbagliare un calcio di rigore concesso dall’arbitro Bietolini per un vistoso fallo di mani di Cotroneo. E’ evidente che manca una punta capace di segnare con disinvoltura. Le partenze di Sau ed Insigne hanno lasciato traccia indelebile nei ricordi della tifoseria. Ora, urge mettere in cantina i ricordi e al bando la malinconia e andare alla ricerca di un numero 9 che riesca a trasformare in oro l’argentea mole di lavoro forgiata dai vari Venitucci, Meduri e Wagner.
LO SCHIERAMENTO – Il Foligno è certo squadra molle, troppo poco consistente per un Foggia con il sangue agli occhi, convinto a portare a casa il massimo della posta in palio. Ed allora, per espugnare il rettangolo umbro, Stringara cambia tutto. Sostituisce il 4-2-3-1 di Bonacina con un più spregiudicato 4-3-1-2, spedendo in panchina Denny Cardin e rimpiazzandolo, sulla fascia destra con un ottimo Traoré. A sinistra torna capitan Tomi. A centrocampo, ancora panca per Riccardo Perpetuini. La stagione è lunga ed allora, per l’ex capitano della primavera laziale, meglio non rischiare. La mediana di Stringara è d’altronde da mano sul fuoco: Wagner, Meduri e Molina garantistono consistenza granitica e qualità a servizio del numero 10 Dario Venitucci, faro di trequarti alle spalle del duo Tiboni-Agodirin.
LA PARTITA – Il Foggia parte e spron battuto e, al 6′, il primo a suonare la carica è Tiboni (protagonista della solita partita di sacrificio) che, per un pelo e a casa del primo dei miracoli dell’estremo umbro Zandrini, non traforma in rete un ottimo gioco di gambe di Venitucci. Sette minuti più tardi, è invece il ragazzo con il numero 10 a non riuscire ad angolare, dai 20 metri un perfetto servizio di Traoré. Il Foligno subisce l’ardore dei satanelli, affacciandosi nell’area di rigore foggiana soltanto una volta nell’intera prima frazione di gara. Al 17′, si scuote Tattini che recapita un cross col contagocce sul capo del centravanti Guidone. Ma la sua incornata è molle e si spegne fra i guantoni di Paolone Ginestra. Da quel minuto in poi, è monopolio degli stringariani. Il Foggia prende letteralmente a pallonate il Foligno quando, fra il 23′ ed il 26′ rischia di andare in vantaggio per ben tre volte. La prima occasione è per Meduri. Il numero 8 raccoglie una sponda di Agodirin e, dalla mezzaluna d’area, conclude trovando le manone di Zandrini. Dal corner è ancora l’estremo fulginate a togliere dalla porta un colpo di testa ravvicinato dell’attaccante nigeriano in camiceta blanca. Un minuto più tardi, Agodirin approfitta di una carabola, salta Zandrini e mette al centro dove, però, non c’è nessun compagno ad approfittare della porta vacante. Ai padroni di casa servono a poco le barricate. Lamberto Magrini scuote il capo e prova a strigliare i suoi. Eppure, al 35′, sono ancora quelli di Stringara a provarci, con un missile terra aria di capitan Tomi dai 30 metri respinto dai pugni del numero uno umbro.
SECONDO TEMPO – Il riposo tempra le energie di cavalieri bisnchi venuti da Foggia che, dopo 120”, hanno l’occasione per aprire la prima breccia nel fortino del Foligno. Solita discesa sulla destra del solito infaticabile Molina, cross al centro dove Cotroneo confonde il calcio con il volley e Tuia affossa Tiboni. Bietolini fischia il rigore, ma Venitucci centra la traversa dopo aver spiazzato benissimo Zandrini. Il colpo ammutolisce il Foggia ma non scuote il Foligno che capitola, meritatamente, 18′ dopo. Agodirin recupera un pallone magistrale a centrocampo, Wagner apre d’esterno per Molina che centra per la testa di Tiboni. Invece, l’inzuccata è di Venitucci che prima trova la traversa (ancora una volta da manuale era stata la risposta felina di Zandrini) e poi corregge il rete sul rimpallo. Zero a uno e festa dauna che manda in tilt i padroni di casa. Al 24′ Tuia perde la testa e, a centrocampo, entra malissimo sui piedi di Wagner. Per lui è secondo giallo e doccia anticipata. Sulla punizione, è Merli Sala che, per poco, non soprende Zandrini in uscita. Il suo colpo di testa sfiora il palo di pochissimi centimetri. Il Foggia comanda, il Foligno si rende pericoloso in una sola occasione, alla mezzora, quando Ginestra interviene prima su Guidone e poi su Brunori. Eccettuato questo passaggio, le occasioni da gol sono questione di copyright rossonero. Al 43′ Molina arroventa le mani già calde di Zandrini. Al 46′, l’estremo perugino spezza in gola l’urlo di Tomi, che si vede respingere un tiro da pochi passi su assist di Agodirin. Al 48′ è Bianchi a impattare contro il numero uno dei blues di Foligno. Il centrocampista giunto in estate dal Novara (con Gigliotti e Lanteri) cattura un servizio di Perpetuini e cerca l’angolo basso. Zandrini ci mette la punta del piede. Infine, pochi secondi prima del triplice fischio, è lo stesso mediano laziale a sfiorare l’incrocio.
TABELLINI – Foligno calcio: Zandrini, Tuia, Petti, Coresi, Merli Sala, Cotroneo, Menchinella (dall´85´ Cardarelli), Papa, Guidone, Tattini (dal 63´ Cavagna), Testa (dal 54´ Brunori). A disp.: Mazzoni, Messina, Romano, Castellazzi. All.Magrini
Us Foggia: Ginestra, Traoré, Tomi, Wagner (dal 75´ Bianchi), D’Orsi, Lanzoni, Molina, Meduri, Tiboni (dall´80´ Defrel), Venitucci, Agodirin (dal 90´ Perpetuini). A disp: Botticella, Cardin, Frigerio, Cruz. All: Stringara
Ammoniti: Agodirin, Wagner, Meduri (FOG) – Tuia, oresi, Brunori, Petti (FOL). Espulsi: Tuia (FOL) per doppia ammonizione.
NOTE – Campo in ottime condizioni, giornata autunnale. Osservato un minuto di silenzio prima dell’inizio della gara per la morte di Marco Simoncelli, motociclista caduto oggi a seguito di un incidente rimediato in gara a Sepang. Angoli: 10-4 per il Foggia.
PAGELLE – Ginestra 6.5. Una giornata inoperosa. In novanta minuti si ritrova a compiere un intervento e una decina di uscite alte. Roba che nemmeno nella rifinitura prepartita. Resta comunque quella sensazione di fondo di sicurezza che solo lui riesce ad imprimere. Another brick in the wall
Traoré 6.5 – Pur di non schierarlo in campo, nella gara interna pareggianta contro il Viareggio, Bonacina ha arretrato sulla fascia di difesa Molina. Eppure, questo ragazzo ha dato oggi la sensazione di potersi inserire a meraviglia laddietro. E, di questi tempi, non è certo cosa da poco. E’ lui, all’ultimo secondo, a recuperare l’ultimo pallone della partita, letteralmente sradicandolo dai piedi di un timido attaccante umbro che tentava l’estremo raid. Merita fiducia.
Tomi 6.5 – Non si diventa capitano per caso. Giovannone ha dimostrato oggi che, in questa nidiata di ragazzetti, abbisogna uno che li allatti per farli crescere forti e sani. Tanto per non farsi mancare nulla, ha provato a tirare da ogni posizione, andando vicino al gol una volta. Rigenerato, può essere, e deve essere, utile alla causa. Il suo futuro è qui. Chioccia.
Wagner 6 – Strappa palloni agli avversari come un esecutore giudiziario le proprietà ad un debitore impenitente. Ma il biondino pecca di gioventù e sbaglia un mare di passaggi, spesso anche semplici, tirandosi dietro un discreto numero di maleparole. Spezza il gioco e, per fortuna, c’è Meduri a far ragionare i piedi. Essenziale. (dal 75´ Bianchi 5.5 – Buon impatto alla gara, ma certi gol non si sbagliano mai. Neppure a freddo.)
D’Orsi 6 – Il meno sicuro dei due di difesa. Ginestra lo striglia diverse volte a seguito di interventi mosci in marcatura. E’ lui che, nel primo tempo dorme lasciando libero Guidone d’inzuccare da pochi passi. Per fortuna il Foligno pensa a marcarsi da solo. Cresce nella ripresa, ma deve trovare sicurezza.
Lanzoni 6.5 – Semplicemente impeccabile anche quando si tratta di svolgere il compitino. Come oggi.
IL MIGLIORE – Molina 7 – Infinitamente meglio di Cortesi. Più verve, più grinta, più classe, più intraprendenza, più gamba, più tecnica, più piede. Insomma, più. Dai suoi piedi nasce l’azione che porta al rigore sbagliato poi da Venitucci e suo anche l’assist per il doppio tocco, il secondo vincente, del numero 10 rossonero. Gioca con disinvoltura e si abbandona con nonchalance a doppi passi e controlli d’esterno d’alto tasso tecnico. Delle due l’una: o era in giornata o è un talento puro allo stato larvale.
Meduri 6.5 – Quel che non fa Wagner lo fa lui. Quel che fa Wagner lo fa comunque anche lui. Vale per uno, ma lavora per due. Apre il gioco con lanci fulminanti dando respiro ai satanelli e togliendolo ai fulginati. Fa sempre la cosa giusta al momento giusto. Tempista
Tiboni 5.5 – Una sola conclusione in 96′, la prima del Foggia, dopo sei minuti. I restanti minuti li divide fra il vorrei ma non posso ed il farei ma non so . Il numero 9 viene pagato per segnare. O, per lo meno, per tentarci. Il detto ‘Dall e dall e s romb pur u metall‘ ha in lui la perfetta eccettuazione. Sveglia Tibbò! (dall´80´ Defrel s.v.)
Venitucci 7 – Mezzo voto in meno per il rigore sbagliato. Ha il merito di aver sfatato il mito alimentato da lui stesso che ci si trovasse di fronte all’ennesima giornata maledetta. Nel suo curriculum giornaliero non c’è soltanto il gol partita, ma soprattutto il grande merito di aver oscillato come un ossesso fra attacco e mediana, spaccandosi in due i polmoni e rincoglionendo gli avversari sottraendo loro ogni riferimento. Secondo gol stagionale. Con Lanteri è il capocannoniere di questo Foggia dall’attaco modesto.
Agodirin 6 – Gioca finalmente da seconda punta, nel ruolo che più gli è congeniale. Come sempre corre come un ossesso, ritornando spessissimo a centrocampo a dar manforte a Venitucci. I giocatori del Viareggio se lo ritrovano dappertutto. (dal 90´ Perpetuini 6.5 – Cinque minuti, un quasi assist vincente ed un tiro che sfiora l’incrocio dei pali. Ritemprato)
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