RICOSTRUZIONE DELLA VICENDA – Dopo un’accorata richiesta di aiuto da parte di una donna, che terrorizzata aveva allertato il 113, uomini della Volante del Commissariato di Manfredonia si recavano nell’abitazione di Bartoli; giunti immediatamente sul posto, gli agenti notavano che Bartoli, in uno stato di forte agitazione, stava inveendo in maniera sconsiderata nei confronti di una persona all’interno della casa, cercando di sfondare la porta d’ingresso da lui quasi completamente danneggiata; con non poca difficoltà gli agenti intervenuti riuscivano a bloccarlo. Successivamente gli agenti aprivano la porta dalla donna richiedente l’intervento che, in un ultimo gesto di difesa, era riuscita a barricarsi all’interno.

Il racconto, in sede di denuncia, era di una lucidità inquietante, condito di particolari riguardanti la sfera sessuale; il controllo sulla vittima da parte dell’arrestato era totale e senza alcuna via di fuga o speranza di liberazione: la teneva segregata in casa, anche quando lui usciva, rinchiudendola con porte e finestre sbarrate, creando in lei un imponente terrore psicologico.
La cittadina argentina sequestrata, avendo riferito dei continui
maltrattamenti, veniva fatta refertare nel locale ospedale San Camillo, dove le venivano diagnosticate diverse lesioni. Dopo le formalità di rito il BARTOLI, già annoverante pregiudizi di Polizia e condanne per lo stesso tipo di reati veniva associato nel carcer di Foggia.
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Peccato che in italia non cè la pena di morte.