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POLITICA Michele Illiceto: “Il venerdì santo della politica di Manfredonia”

Navigati volponi della vecchia politica locale hanno piazzato nomi-farsa nei movimenti così detti “civici”

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
30 Marzo 2024
Editoriali // Manfredonia //

MANFREDONIA (FOGGIA) – (di Michele Illiceto) Udite udite! I burattinai sono tornati!

È proprio vero che il lupo perde il pelo ma non il vizio. Pensavamo che le cose potessero cambiare. E invece, stiamo qui a dire le stesse cose che si sono dette anni addietro a proposito della vecchia politica che è stata rottamata. Tutto quello che è accaduto in questi anni in città non ci ha insegnato proprio niente.

Navigati volponi della vecchia politica locale hanno piazzato nomi-farsa nei movimenti così detti “civici” (a dire il vero più cinici che civici), nati in questi ultimi anni con la pretesa di cambiare stile e metodo, e qualcuno, tra questi, ha preteso farlo prendendo anche spunto dalle parole dell’arcivescovo Padre Franco quando incitò, qualche anno fa, la città a “rialzarsi”, chiaramene strumentalizzando il messaggio, visto che era proprio rispetto a loro che la città si doveva riscattare e rialzarsi.

Ci doveva essere rottura e invece ecco qui una sterile continuità. Che a dire il vero mi sa più di assuefazione che di fedeltà.

Invece, stando allo spettacolo indecoroso – e a volte anche ridicolo – degli infiniti balletti a cui stiamo assistendo in queste ultime settimane per chiudere le alleanze e decidere questo “benedetto” candidato sindaco, ecco che tali movimenti, che dovevano rappresentare il nuovo, sono rimasti letteralmente avvinghiati ai vecchi schemi, non solo riprendendoli, ma peggiorandoli rispetto a quelli messi in campo durante il tempo della prima Repubblica.

Chiaramente i volponi stanno dietro le quinte e tirano le fila di nascosto, già garantendo alle loro marionette un bacino elettorale a cui attingere, non sappiamo con quale metodo e con quale strategia (anzi, scusate, forse lo sappiamo, solo che non lo diciamo, non penso per pudore ma forse solo per paura).

Burattinai che hanno rovinato questa città e che ora riprendono (di nascosto) le redini, usando la logica degli accoppiamenti e scoppiamenti, di alleanze accomodanti finalizzate a sequestrare i cittadini e a rastrellare quanto più voti possibili, per sentirsi legittimati.

Ma la cosa peggiore in tutto questo sono alcuni candidati sindaci che si prestano a questo sporco gioco, i quali pur di occupare la poltrona o di fare vedere che sono migliori degli altri, ignorano – o fingono di farlo – chi dietro (o meglio “sopra”) di loro gestisce il tutto. Addirittura abbiamo anche trame familiari: nipoti, cugini e affiliati vari. Secondini e segugi addomesticati. Servilismo politico della peggior specie. Veri cavalli di Troia dal volto apparentemente pulito per poi permettere, a chi sta gestendo le alleanze, di occupare la città.  Ma attenti agli scheletri negli armadi!

ph matteo nuzziello
ph matteo nuzziello (PALAZZO SAN DOMENICO, ARCHIVIO)

 

La storia giudiziaria recente della nostra città ce lo insegna. Guardate i nomi, e alle loro genealogie. Alle loro amicizie e alle connivenze: vecchie e nuove. Ai posti di lavoro concessi in alcune cooperative o attività economiche locali. Anche a quei gruppi che si sono rifatti solo la facciata e si sono messi il vestito nuovo della purezza e dell’onestà, ostentate come legalità, per fare colpo e attecchire nelle coscienze oneste. Li abbiamo visti anche partecipare alla marcia della legalità organizzata dalla Associazione Libera.

Qualcuno diceva che il più grande potere non è in mano a chi si rende visibile, ma a chi resta nascosto e gestisce in maniera occulta. Ma la politica locale non ama la luce del sole, preferisce i loghi bui delle trame e delle alleanze fatte a tavolino tra pochi adepti, che sanno più di spartizione che di amore e servizio alla città.

E, allora, chi ci può salvare da tutto questo gioco perverso e intrigato? Tutti aspettano il sindaco-messia, una specie di gigante buono – parafrasando una vecchia pubblicità di quanto eravamo bambini – che ci venga a salvare. Ma come faranno tali salvatori a salvarci se proprio da costoro dovremmo essere salvati?

E, invece, un salvatore c’è. Un messia politico c’è. Esso è l’elettorato. Infatti, ci può salvare solo un elettorato attento e critico, informato bene sui candidati e sui chi sta veramente dietro. Un elettorato responsabile e partecipe, esigente perché onesto e soprattutto intelligente. Che non si lascia comprare da nessuno e per nulla al mondo. La vera rivoluzione è cambiare mentalità in noi elettori.

Ma chi avrebbe dovuto formare in tutti questi anni questo tipo di elettorato nuovo perché fosse pronto per vivere al meglio questo importante e decisivo appuntamento? Ecco il grande vuoto che andava colmato in tutti questi anni. E, invece, i poteri si sono riorganizzati e la società civile ha continuato a dormire. Anzi, i movimenti così detti civici che sono nati dal basso (si presume che sia così) si sono fatti colonizzare dai soliti noti. Sono proiezioni di vecchie élite di potere che non hanno rinunciato a mettere “giù le mani dalla città”.

È l’elettorato il punto debole di questa città. E se qualcuno ci ha provato, mi dispiace dirlo, ha finito per cadere nella rete dei vecchi giochi tramati dai vecchi volponi.

E così, mentre ci apprestiamo a vivere, per chi ci crede, la pasqua religiosa, ci aspettiamo in questo tempo che ci resta anche una pasqua politica. Ma ahimè, da quello che si vede e che si sente in giro, mi sa che siamo ancora nel venerdì santo di una politica crocifissa. E se è vero che siamo in mano a un gruppo di pochi potenti che dietro le quinte tramano alleanze per chissà quali motivi, allora vuol dire che siamo ancora nel sepolcro. E che la resurrezione di questa città è ancora lontana.

Per questo attenti ai falsi messia.

Perciò, se anche questo appuntamento elettorale dovesse fallire, questa volta la colpa sarà non di chi si candida, o di chi si offre “con grande sacrificio”, ma di chi lo vota. In democrazia il vero potere è di chi vota e non di chi viene eletto. Il potere di controllare i governanti come ci ha insegnato il grande e vecchio filosofo Platone.
Questa volta la pasqua politica la farà solo l’elettorato!

Nel frattempo, Buona Pasqua sia religiosa che politica!

8 commenti su "Michele Illiceto: “Il venerdì santo della politica di Manfredonia”"

  1. Come al solito contraddittorio nel pensiero e nei fatti. Predicare non è partecipare. L’ultima parte fa a pugni con tutto il resto, pur essendo la parte più vera da praticare e non da essere invocata. Scendere in piazza per spronare a votare, non stare a pontificare spiegando il perché non si vota. Ripeto, vedo in questo articolo una confusione di stati d’animo…. e mi dispiace.

  2. Un soffio di speranza di cambiamento vi è stato all’orquando si votò per la prima volta direttamente il sindaco che guarda caso era sostenuto dalla nascente società civile, gia allora stufa/disgustata dalla malsana politica.
    Purtroppo e peccato che il sogno della “societa civile”
    durò poco, fino a quando l’eletto sindaco tranfugo’ nella politica, infrangendo il sogno ed il segno dei diversi sostenitori che speravano che la politica si rivoltasse dopo la batosta elettorale sfociata nella elezione dell’avvocato Prencipe. Da li in poi le stesse assicuazioni non politiche hanno determinato, peggio di prima, gli enenti politici amministrativi nel solco della piu becera politica facendo ricadere nel “peccato originale” il sogno di una politica e di politici non dediti agli affari, e non anche all’agire nell’interesse collettivo in materia di buon governo e di opere utili alla collettività.
    Ciò è lampante e lo so denota dalla sempre meno affluenza al voto dell’elettorato.
    Il cittadino elettore, col voto disinteressato, spera sempre in una svolta e cioè di essere governato da “buon padri di famiglia” …
    Fuss ka fuss a volt beeen….

  3. Illiceto ovvero il festival del qualunquismo patetico. Dice, pontifica, straparla ma , cacchio, mica scende in campo…Con tutto il suo sapere e con tutta la boria che sparge e piene mani saprebbe cosa fare…O no? O scopriremmo che è solo una montagna di cazzate?

  4. Caro prof. Illiceto , quanto ha ragione ! Come possiamo avere fiducia di chi , per sua stessa ammissione , utilizza personaggi equivoci per pescare in bacini elettorali altrettanto equivoci? Come possono invocare la legalità persone che agiscono nell’ombra e tramano per arraffare quanto più possibile? I soliti vigliacchi e famelici burattinai sono ancora lì ad ordire le trame per garantirsi un futuro ancora ricco grazie agli illusi che li votano. Siamo noi, il popolo bue , che deve dimostrare che non e più disposto a credere agli illusionisti della politica e riscattarsi togliendo voto , fiducia e rispetto a chi non li merita .

  5. Caro Michele, non fai un buon servizio se ti limiti a rimestare nel torbido facendo di tutt’erba un fascio senza avvederti, e non è la prima volta, di chi ci mette la faccia e crede che è sempre possibile cambiare, nonostante tutto. Non basta essere il Solone di turno, per rendere un servizio alla città; parla apertamente, chiarisci le situazioni, fai i nomi e, soprattutto, fai vedere dove stai; abbiamo bisogno di chiarezza e di testimonianza, le parole non bastano più

  6. Commissario prefettizio, Prefectural Commissioner, Commissaire Préfectoral, Comisionado de Prefectural,Prefektuurkommissaris,都道府县专员, Komisioneri, Prefektural, Prefektuurkommissaris,Комиссар префектуры!

  7. Illiceto ha scritto un bell’articolo. Comunque vada, potremo dire: aveva ragione Illiceto!
    Dove cade? Non stento a credere che avrà venduto il suo articolo ai singoli candidati, privatamente, garantendo il suo appoggio e la contrarietà agli altri.
    Pensa un po’ se tutti i candidati si confrontassero sui propri sostenitori certi, ed aprissero WhatsApp: che figurone faresti?
    Del resto, siamo in tempo di Pasqua e di Iscariota. A Manfredonia è anche tempo di… scarielle.

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Non ci resta tanto tempo. Il sogno non diventa realtà da solo: bisogna corrergli dietro. (Carlito’s Way)

Anonimo

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