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VALERIO SAN SEVERO San Severo: la storia del piccolo Valerio, esempio di buona sanità al centro di via Leuzzi

Un’esperienza inizialmente accompagnata da comprensibili preoccupazioni, che si è trasformata nel tempo in un cammino di crescita

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
9 Maggio 2026
Cronaca // Medicina //

Arriva da San Severo una testimonianza positiva sulla sanità pubblica, che mette in luce il lavoro del Centro di Riabilitazione ASL di via F. Leuzzi, dove il piccolo Valerio, di appena due anni, sta seguendo da circa tre mesi un percorso terapeutico.

Un’esperienza inizialmente accompagnata da comprensibili preoccupazioni, che si è trasformata nel tempo in un cammino di crescita grazie alla professionalità del personale e all’attenzione dedicata ai piccoli pazienti.

La struttura si presenta ordinata e accogliente, con ambienti puliti e attrezzature sottoposte a rigorose procedure di igienizzazione prima e dopo ogni utilizzo. Tuttavia, a fare la differenza è soprattutto il fattore umano, considerato centrale nel percorso di cura.

Tra le figure di riferimento per le famiglie c’è l’infermiera Flora Russo, apprezzata per la disponibilità costante e la capacità di ascolto.

Il piccolo Valerio, tra i pazienti più giovani del centro, ha intrapreso un percorso non semplice, considerando la difficoltà tipica dell’età nel collaborare alle attività terapeutiche. Nonostante ciò, le professioniste che lo seguono hanno costruito un progetto personalizzato.

La fisioterapista Rita Stella e la logopedista Alessia Vallario hanno impostato un percorso mirato, volto a favorire la partecipazione del bambino e a trasformare la terapia in un’esperienza serena e stimolante.

I progressi non si sono fatti attendere. Nel giro di pochi mesi sono stati registrati miglioramenti nell’attenzione condivisa e nei primi prerequisiti del linguaggio, oltre a significativi passi avanti sul piano motorio, in particolare nella coordinazione oculo-manuale, nell’equilibrio, nello sguardo condiviso e nel training del passo, elementi fondamentali per lo sviluppo nei bambini più piccoli.

L’esperienza del centro viene così indicata come un esempio di buona sanità pubblica, dove competenza professionale ed empatia si integrano nel percorso di cura.

Resta tuttavia una preoccupazione espressa dalle famiglie: la necessità di garantire il futuro e il potenziamento di strutture come quella di via Leuzzi. La richiesta è quella di rafforzare i servizi, ridurre i tempi di attesa e incrementare l’organico con nuove figure specializzate, per assicurare continuità terapeutica ai bambini che ne hanno bisogno.

Un caso che sottolinea come dietro ogni percorso riabilitativo ci siano storie, famiglie e bambini, e come il diritto a cure attente e qualificate debba rappresentare una certezza stabile all’interno del sistema sanitario.

Lo riporta lagazzettadisansevero.it.

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