Il mondo ultrà pugliese piange Antonio Gentile, conosciuto da tutti come “Il Cammello”, storico tifoso del Barletta 1922 scomparso dopo una lunga malattia affrontata con forza e dignità. La sua morte riporta inevitabilmente alla tragedia che aveva segnato la sua vita due anni fa: la perdita del figlio Gaetano, morto nel drammatico incidente stradale avvenuto dopo la partita Potenza-Foggia insieme ad altri tre giovani tifosi rossoneri.
Da allora Antonio aveva trasformato il dolore in una battaglia quotidiana, affidando ai social parole strazianti dedicate al figlio: “La mia vita non avrà più pace senza di te Gaetano”. Un dolore mai nascosto, vissuto con la stessa intensità con cui aveva sostenuto per anni i colori biancorossi.
L’annuncio della scomparsa è arrivato attraverso i canali ufficiali del Barletta 1922: la società ha ricordato Antonio come uno “storico tifoso biancorosso” che ha combattuto fino all’ultimo contro “una difficile battaglia”, annunciando anche un momento di raccoglimento prima della gara contro la Scafatese.
Profondo il cordoglio del mondo ultrà pugliese. I gruppi della curva biancorossa hanno ricordato Antonio come “un pilastro della tifoseria” e “un esempio di dignità immensa”, sottolineando il coraggio con cui ha affrontato sia la malattia sia il dolore per la perdita del figlio. Anche la Vecchia Guardia Canosa 1948 ha voluto rendergli omaggio definendolo “uomo di Curva, fratello della Nord, vecchia guardia vera”.
Più che un semplice tifoso, Antonio Gentile rappresentava una figura storica del movimento ultrà barlettano: presenza costante sugli spalti, volto conosciuto e rispettato da intere generazioni di tifosi. Oggi la curva perde uno dei suoi simboli, ma il ricordo del suo attaccamento ai colori e della sua forza umana resta vivo nel cuore di chi lo ha conosciuto.
“Chi vive per la Curva non muore mai”, hanno scritto gli ultras nel saluto finale. Un messaggio che racchiude il senso di appartenenza e il legame profondo che Antonio aveva costruito in una vita vissuta tra passione calcistica, sacrifici e dolore. Lo riporta foggiatoday.it



