Due tappe e due importanti riconoscimenti per “Blu il granchio”, il libro firmato da Lucrezia Cilenti, biologa marina e ricercatrice originaria di Vico del Gargano. L’opera, pubblicata da ev Casa Editrice, ha già riscosso interesse in due prestigiosi appuntamenti culturali: il Salone Internazionale del Libro di Torino e il Museo Tattile Statale Omero di Ancona.
Il protagonista del libro è il granchio blu, specie spesso definita con molteplici aggettivi — invasore, alieno, prolifico, vorace — ma che l’autrice sceglie di raccontare con uno sguardo diverso, sintetizzato già nel titolo: “Blu il granchio”.
La prima presentazione si è svolta al Salone Internazionale del Libro di Torino, nell’ambito di un evento organizzato dalla Rete dei Comuni Sostenibili e dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile per la presentazione della nuova guida dei Comuni Sostenibili 2026-2027. Un progetto che raccoglie 167 enti locali italiani, oltre 700 buone pratiche e più di 1.000 itinerari e luoghi dedicati al turismo sostenibile, includendo anche realtà del Gargano come Ischitella, Carpino, Vico del Gargano e Peschici.
Seconda tappa ad Ancona, dove il libro è stato inserito nel programma di Tipicità in Blu, iniziativa dedicata al mare come spazio di innovazione, sostenibilità e futuro. L’incontro si è svolto presso il Museo Tattile Statale Omero alla presenza della coordinatrice del museo, Annalisa Trasatti, mentre a dialogare con l’autrice è stata Lucia Tancredi. Presente anche Marina Peral.
L’appuntamento ha rappresentato un’occasione di approfondimento sui temi centrali del volume, in cui si intrecciano ricerca scientifica, narrazione personale e riflessione sul rapporto tra uomo e ambiente marino. Nelle pagine del libro, infatti, il fenomeno della diffusione del granchio blu nel Mediterraneo viene affrontato non solo da un punto di vista biologico, ma anche simbolico ed esistenziale.
Lucrezia Cilenti, che unisce il lavoro di ricercatrice a quello di divulgatrice scientifica e autrice, affronta questioni legate all’adattamento, alla metamorfosi e agli effetti del cambiamento climatico sugli ecosistemi marini. Il granchio blu diventa così una metafora del cambiamento umano, della necessità di abbandonare vecchie difese per affrontare nuove sfide e accettare percorsi non sempre lineari.
Al centro della riflessione emerge anche un’idea di ecologia capace di trasformare le criticità ambientali in opportunità economiche e culturali, coinvolgendo attivamente le comunità locali. E proprio attorno al granchio blu il dibattito resta aperto: tra chi lo considera una minaccia per l’ecosistema e chi, invece, lo ha già scoperto anche in cucina, apprezzandone il gusto.
In attesa di nuovi incontri pubblici con l’autrice, “Blu il granchio” continua il suo percorso tra divulgazione, letteratura e sostenibilità, portando al centro del dibattito un tema sempre più attuale per i territori costieri italiani.



