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FOGGIA CALDAIE Foggia, caos controlli caldaie: manutenzioni obbligatorie ferme senza ente certificatore

La situazione appare ancora più complessa perché, nonostante la chiusura del portale, AMService continuerebbe a effettuare controlli sugli impianti già censiti

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
18 Maggio 2026
Cronaca // Foggia //

FOGGIA – Oltre 44mila impianti termici cittadini rischiano di finire in un limbo burocratico. È l’allarme lanciato dal sindacato degli impiantisti termoidraulici della Claai di Foggia, che denuncia il blocco del sistema di certificazione delle caldaie dovuto alla mancata individuazione, da parte del Comune, del soggetto incaricato di gestire il servizio.

Al centro della vicenda c’è il cosiddetto “bollino”, la certificazione obbligatoria che attesta la regolarità degli impianti dopo gli interventi di manutenzione previsti dalla legge. Secondo la Claai, le aziende del settore non hanno più la possibilità di trasmettere gli esiti delle verifiche effettuate sugli impianti, perché dal 31 marzo scorso il portale dedicato risulta inattivo.

«Siamo davanti a un paradosso burocratico», denuncia Pietro Pipitone, vicepresidente del sindacato impiantisti della Claai. «Il Comune non ha rinnovato l’incarico ad AMService, la società che gestiva il servizio fino a dicembre scorso, né ha individuato un’alternativa. Dopo una proroga di tre mesi, il sistema si è fermato del tutto».

La situazione appare ancora più complessa perché, nonostante la chiusura del portale, AMService continuerebbe a effettuare controlli sugli impianti già censiti. «Se durante un’ispezione emergono irregolarità – si chiede Pipitone – a chi dovrebbe comunicare l’azienda manutentrice l’avvenuto adeguamento?».

Durissimo anche l’intervento del presidente del sindacato, Pasquale Vitale, che parla apertamente di «interruzione di pubblico servizio». «Le imprese stanno subendo un danno economico rilevante – afferma – ma soprattutto si trovano nell’impossibilità di adempiere a obblighi previsti dalla legge. A questo si aggiungono i rischi per la sicurezza e per l’ambiente».

Dal sindacato arriva quindi la richiesta immediata di riattivare il sistema di certificazione e di avviare un confronto concreto con Palazzo di Città. «Abbiamo cercato il dialogo in modo costruttivo – aggiunge Vitale – ma finora non sono arrivate risposte efficaci. Se la situazione non si sbloccherà, saremo costretti a valutare altre forme di mobilitazione».

Sulla vicenda interviene anche Alessia Di Franza, segretaria della Claai Foggia, che invita a evitare polemiche politiche ma sottolinea le ricadute sul tessuto economico locale. «Questa inerzia penalizza centinaia di piccole imprese che rappresentano una parte fondamentale dell’economia cittadina», spiega. «Sono aziende che hanno contribuito a portare il livello di regolarità degli impianti termici in città intorno al 95%».

Una situazione che, secondo la Claai, rischia ora di compromettere anni di lavoro svolto per garantire sicurezza, efficienza energetica e rispetto delle norme in materia di impianti termici.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

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