La Guardia di Finanza di Torino ha concluso un’indagine denominata “Jack Bonus” che ha portato alla scoperta di un presunto sistema di frode nell’utilizzo della “Carta Cultura Giovani 2025”, lo strumento previsto dalla Legge di Bilancio 2023 per sostenere l’accesso dei giovani alla cultura attraverso un incentivo da 500 euro destinato all’acquisto di libri, musica, biglietti museali e abbonamenti editoriali.
L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino e avviata a seguito di segnalazioni del Ministero della Cultura, è stata condotta dal 1° Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di finanza.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, diversi giovani sarebbero stati contattati tramite social network, in alcuni casi anche attraverso influencer, con proposte di monetizzazione del bonus a un valore inferiore rispetto a quello nominale. In caso di adesione, un esercente torinese attivo nel commercio online avrebbe poi convertito in denaro contante i voucher, senza la reale cessione dei beni o servizi previsti dalla normativa.
L’operazione ha portato all’emissione di sanzioni amministrative nei confronti di 190 studenti, per un importo complessivo minimo di oltre 1,3 milioni di euro.
Il titolare dell’attività commerciale, secondo gli investigatori, avrebbe ottenuto un profitto stimato superiore agli 83.000 euro ed è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria per l’ipotesi di reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
L’attività della Guardia di Finanza rientra nel più ampio dispositivo di controllo contro l’indebita percezione e il cattivo utilizzo di risorse pubbliche, con particolare attenzione agli strumenti di sostegno destinati ai giovani.
Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari, e ogni eventuale responsabilità dovrà essere accertata nel corso del successivo iter giudiziario, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.



