Si chiude con tre condanne fino a 9 anni e 6 mesi di reclusione il procedimento a carico di un gruppo di foggiani accusati di una serie di rapine organizzate con il pretesto di incontri con una escort, poi rivelatisi vere e proprie trappole.
Secondo quanto ricostruito, Martina Taronna avrebbe adescato le vittime su un sito di incontri, proponendo rapporti sessuali in cambio di denaro. Una volta che gli uomini arrivavano nell’appartamento del rione Carmine vecchio, a Foggia, venivano però affrontati da Luca Pompa e Giuseppe Crudo, che irrompevano armati di pistola e coltelli, aggredendo e rapinando i clienti di contanti, carte bancomat, documenti e carte Postepay, in alcuni casi anche dell’auto.
Il collegio giudicante ha disposto l’aumento di pena per tutti e tre gli imputati, con un incremento di un anno e otto mesi ciascuno in continuazione con le precedenti condanne, in relazione ad altri episodi analoghi e a ulteriori contestazioni. Alla donna è stata contestata anche una diversa vicenda: il furto di un tagliapiastrelle in un cantiere, degenerato in rapina dopo la reazione della vittima.
Le pene risultano così rideterminate: Pompa passa da 7 anni e 6 mesi a 9 anni e 4 mesi, Crudo da 6 anni e 8 mesi a 8 anni e 6 mesi, Taronna da 7 anni e 8 mesi a 9 anni e 6 mesi. I due uomini sono detenuti in carcere, mentre la donna si trova in comunità. Le accuse complessive comprendono rapina, lesioni, porto abusivo di arma, indebito utilizzo di carte di credito e furto.
Il processo si è concluso davanti al gup Loretta Plantone, che ha ratificato il patteggiamento raggiunto tra Procura e difese, rappresentate dagli avvocati Massimiliano Mari, Antonietta De Carlo e Fortunato Rendinello, riconoscendo la continuazione tra i reati.
Le indagini avevano portato all’arresto dei tre il 7 marzo 2024, dopo una serie di aggressioni messe a segno tra il 6 e il 26 febbraio 2024. Complessivamente vengono contestate sette rapine, che avrebbero fruttato un bottino di poco superiore ai 4mila euro.
Determinanti per le indagini sono state le denunce delle vittime. Il 24 febbraio 2024 la Polizia aveva anche perquisito l’appartamento utilizzato come base operativa, sequestrando coltelli, documenti e carte sottratte poco prima. Nonostante l’intervento, secondo l’accusa il gruppo avrebbe continuato a colpire anche nei giorni successivi.
La ricostruzione degli inquirenti descrive un meccanismo collaudato: la Taronna attirava le vittime con l’invito a incontri sessuali a pagamento, mentre Pompa e Crudo intervenivano all’interno dell’abitazione per compiere le rapine. In almeno due episodi, le vittime sarebbero state costrette a fornire i codici PIN dei bancomat per consentire ulteriori prelievi di denaro.
Lo riporta lagazzettadelmezzogiorno.it.



