“Duemila anime, in uno degli angoli più periferici della provincia di Foggia, Rocchetta ha sei parchi eolici, quattro già in funzione, due in via di realizzazione. Per un totale di 103 aerogeneratori. A questi si aggiungono due parchi fotovoltaici. Nel chiedere riconferma del suo mandato agli elettori a marzo 2010, il sindaco Ranieri Castelli aveva prospettato i miracoli della terza rivoluzione industriale sostenendo che: ‘Sviluppo vuol dire lavoro, e il lavoro nei prossimi anni sarà legato alle opportunità offerte dalle energie rinnovabili’. E giù a promettere la ‘realizzazione di opifici per ospitare la costruzione di parti componenti dei parchi eolici e fotovoltaici’, ‘la realizzazione delle pale nell’area industriale di Ascoli Satriano’ per ‘centinaia di posti di lavoro. Posti di lavoro di qualità, sicuri e duraturi, posti per i giovani’.
Ma “nemmeno un anno dopo Castelli, in un incontro con i sindaci dei piccoli comuni energetici, ha invertito il suo ottimismo sulle prospettive del settore delle rinnovabili: ‘Io credo che l’occasione si sia già persa, e la possibilità di fare quello sviluppo a cui ci siamo appassionati qualche anno fa non è andato poi in quella direzione. Il vero ritorno, purtroppo, non c’è stato’. “Belle parole – dicono i referenti di Rocchetta Libera – da parte di un’amministrazione in carica da vent’anni! Di giovani a lavorare ai parchi eolici non ne sono stati mandati. Eppure le convenzioni con Windstrom e Fortore prevedono l’impegno per ciascuna società ad assumere tre lavoratori del posto, sia in fase di costruzione che di gestione degli impianti. Di questi sei posti di lavoro nessuno ha mai sentito parlare, nessun bando, nessuna informazione per poter chiedere almeno di fare un colloquio”.
Poco più di un mese fa, ai primi di settembre, il Tar aveva riconosciuto le ragioni di un cittadino che si era visto espropriare i propri terreni per il passaggio di un cavidotto di un parco fotovoltaico della Fortore Energie. “Il comune di Rocchetta Sant’Antonio- si legge nella sentenza dei giudici baresi- non ha applicato in alcun modo il principio di proporzionalità, né la sussidiarietà orizzontale, né tanto meno la preferenza per strumenti di diritto comune anziché autoritativi”. “Da quale parte stanno i nostri amministratori?- ha rincarato Circiello nel suo comizio- Quelli delle società di cui sono dipendenti o delle comunità che rappresentano? O ancora, delle loro famiglie?” Lo scandalo più grave, infatti, che emerge dalle accuse di Rocchetta Libera, riguarderebbe un atto stipulato tra uno stretto familiare di Ranieri Castelli e la società Wind Farm per l’istallazione di una pala eolica in località Macchialupo. Quello che si evince dai documenti acquisiti da Rocchetta Libera è che il canone annuo concordato sarebbe di 13mila euro, mentre tutti gli agricoltori a Rocchetta hanno ceduto i loro terreni per l’istallazione di aereogeneratori per cifre che non superano mai i 7mila euro. Canone accettato, in quanto si trattava di contratti uniformi. “Analizzando la foto aerea delle pale installate- ha spiegato Circiello- si rileva che la pala in questione è stata installata attraversando ed escludendo proprietà molto più estese, per essere alla fine collocata in un piccolo lembo di terra di appena ha 2.36.50. Lo stesso giorno che lo stretto familiare stipulava l’atto per l’istallazione della pala, con un altro atto notarile Castelli si era affrettato a cedere allo stesso stretto familiare la parte di terreno di cui era coerede”. A Rocchetta i cittadini aspettano delle risposte sullo sviluppo mancato e sui presunti privilegi.
n.marchitelli@statoquotidiano.it




