Alcuni giornalisti e cronisti si sono avventurati nel descrivere in modo deviato quanto accaduto. La nostra pluridecorata Barletta, città della Disfida, medaglia d’oro al valor militare e al merito civile, non merita tutto il linciaggio mediatico alla quale è stata sottoposta. Barletta, difatti, vanta la presenza di illustri aziende sul mercato italiano ed estero e che garantiscono migliaia di posti di lavoro”.
“La nostra città non è certo quella descritta. Bisogna fare attenzione a non perdere di vista il fulcro del problema. La presenza di lavoratori non regolarmente assunti, a Barletta e in tutta Italia, non ha alcuna attinenza con le cause reali del crollo di via Roma/via Mura Spirito Santo. La tragedia consumatasi lunedì scorso va rappresentata con realtà, lealtà e onestà intellettuale. Il problema vero sul quale interrogarsi sta nel crollo della palazzina. E’ di questo che bisognerebbe parlare! Non si può accettare l’atteggiamento poco diligente di chi, seppur informato di quanto stava accadendo, è rimasto fermo senza dare la giusta importanza alle segnalazioni di quei concittadini allarmati. Ecco spiegato perché tutti quanti parlano di tragedia annunciata. Non si è trattato di una calamità naturale sopravvenuta, tale da trovarsi impreparati, ma di una tragedia denunciata a più riprese dai residenti agli organismi competenti. Questi ultimi hanno sottovalutato o trascurato? Un modus operandi ben collaudato? Nella vicina Andria, il sindaco Giorgino ha sospeso i suoi dirigenti per scarso rendimento amministrativo, bisogna farlo anche a Barletta? Nella nostra città, sindaco e assessori “a tempo” controllano il loro operato? Eppure, il loro lavoro è ben retribuito alla fine del mese proprio perché di vitale importanza per l’intera collettività.
Oggi è più che doveroso guardare al futuro con proposte concrete. Dirigenti e tecnici, ben pagati, sono tenuti ad eseguire uno screening totale sullo stato di salute delle innumerevoli palazzine di vecchio corso presenti in città. A Trani, seppur in via Alvarez la tragedia sia stata soltanto sfiorata, l’assessore Di Savino ha ordinato sopralluoghi continui. Barletta si adegui! Non è Giovanni Alfarano a chiederlo ma un libero cittadino che, come me e come tutti, potrebbe trovarsi da un momento all’altro sotto le macerie. L’altra proposta da tenere presente sta nella realizzazione di un “luogo del ricordo” in memoria della strage rosa. Barletta ed il suoi amministratori hanno spesso la memoria corta. E’ giusto che nessuno, negli anni, dimentichi quanto accaduto come fatto in passato. Un modo che potrebbe essere utile a responsabilizzare di più cittadini e amministratori futuri della nostra città”.
Redazione Stato



