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Foggia, emergenza rapine. Sindacati preoccupati: “nessuno si ricorda dei dipendenti”

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
13 Ottobre 2011
Cronaca //

Cartello antirapina a Foggia (ST)
Foggia – “LA frequenza allarmante con la quale a Foggia si ripetono rapine ai danni di esercizi commerciali è un problema che riguarda sì gli imprenditori, ma ci si dimentica troppo spesso che tra le vittime ci sono in primis i lavoratori”. E’ quanto affermano in una nota congiunta le segreterie provinciali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil di Capitanata. “Il clima di grave emergenza sociale ed economica che vive la nostra città fa da humus purtroppo al preoccupante aumentare di reati – commentano i sindacati -. Va da sé che le risposte devono arrivare sul piano occupazionale, ma non si può assistere interti al dilagare delle rapine che mettono a repentaglio l’incolumità dei cittadini ma soprattutto dei lavoratori, ad esempio di chi lavora alle casse dei supermercati o di altri negozi, che si trovano a fronteggiare criminali armati di pistola o coltelli, spesso inesperti o sovraeccitati. Crediamo che pur tra le difficoltà che vivono le forze dell’ordine a causa dei tagli di risorse da parte del Governo, vada da parte del Questore e degli altri organi competenti attuata una stretta sul fenomeno, aumentando il controllo del territorio”.

Lo chiediamo – scrivono Filcams, Fisascat e Uiltucs – “prima di essere costretti a commentare fatti ben più gravi. Ma non possiamo affidarci al caso o alla fortuna. Va difeso anche il diritto del dipendente a lavorare sereno, al riparo da eventi traumatici che ne minano la tranquillità non solo sul posto di lavoro. Chiediamo che a tutto questo contribuiscano anche i datori di lavoro, con sistemi di sicurezza potenziati e tutti gli opportuni accorgimenti che possono essere suggeriti anche da un confronto con polizia e carabinieri. E perché quello della criminalità è un problema che investe tutti, vorremmo che da parte di alcuni imprenditori in futuro si evitasse di tirare sempre in ballo la sicurezza del posto di lavoro dei propri dipendenti: la minaccia del licenziamento non può essere l’arma di ricatto per reclamare dalle istituzioni maggiore sicurezza e miglior controllo del territorio”.


Redazione Stato

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