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I punti di contatto tra il Risorgimento e l’attività di Di Vittorio

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
24 Ottobre 2011
Eventi //

Un comizio del sindacalista Giuseppe Di Vittorio (image pinobalestrieri)
Un comizio del sindacalista Giuseppe Di Vittorio (image pinobalestrieri)
Foggia – IL percorso sindacale e politico di Giuseppe Di Vittorio si intreccia con quello compiuto dagli italiani nei 150 anni che ci separano dalla nascita dello Stato unitario nel progetto culturale ‘Festa della Memoria – Risorgimento al Cinema’, articolato dall’associazione Casa Di Vittorio con il contributo finanziario della Regione Puglia-Assessorato al Mediterraneo ed il sostegno di: CGIL Puglia, Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale, Istituto Storico per la Resistenza e Centro Sociale Evangelico.

Il primo appuntamento del calendario di proiezioni e dibattiti è in programma giovedì 27 ottobre con ‘1860’ di Alessandro Blasetti. Il film sarà proiettato nell’Aula 1 della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Foggia (via Arpi, 155).
La visione dell’opera di uno dei più grandi registi della storia del cinema italiano sarà preceduta, alle ore 16.00, dagli interventi di Michele Galante, della Fondazione Vittorio Foa, e Giovanni Novelli, segretario provinciale dello Sindacato pensionati CGIL. La pellicola, del 1934, racconta le vicende che precedettero la spedizione dei Mille con la voce narrante di Carmeliddu, un picciotto siciliano incaricato di recarsi a Genova per sollecitare l’intervento di Garibaldi. Il film fa emergere, tra gli altri, il tema della profonda divisione esistente tra le diverse opzioni politiche che agirono ed agitarono il Risorgimento italiano.

“E’ il concetto di unità, dei lavoratori come dei territori, a collegare tra loro la vicenda risorgimentale e l’attività sindacale e politica di Giuseppe Di Vittorio – afferma Alessandro Langiu, coordinatore tecnico del progetto – Il padre fondatore della CGIL aveva ben chiari quali benefici effetti derivassero dall’unitaria tensione di operai e braccianti, così come dal patto generazionale tra giovani studenti e anziani pensionati o dall’equilibrato sviluppo delle regioni settentrionali e meridionali del Paese”.


Redazione Stato

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