In linea d’aria parallela alle buche gli scavi dell’Università di Bari. Da segnalare che in linea d’aria parallela alle buche sarebbero ancora in corso degli scavi archeologici di personale del CdL in Scienza per la Tecnologia e la Diagnostica e Conservazione dei beni culturali di Bari. La direzione degli scavi nella città di Siponto – su incarico della Soprintendenza Archeologica della Puglia – è affidata dal 2000 alla dottoressa Caterina Laganara (che già nel 2008 era intervenuta ad un Convegno su “La ricerca archeologica in una città medievale abbandonata: il caso di Siponto” e al 29° Convegno Nazionale su Preistoria Protostoria e Storia della Daunia con il tema “Siponto. Le campagne archeologiche 2008. Notizie preliminari. 2002 – camera di informazione sullo scavo di Siponto presso il Museo del Territorio, Foggia“. Diverse le pubblicazioni in merito).
Gli scavi in parallelo, dunque non riguardanti le buche oggi segnalate dai cittadini, hanno riguardato l’interno dell’area recintata dove è attualmente presente la Basilica di Santa Maria Maggiore di Siponto (comunemente Basilica, in onore di Maria Santissima di Siponto, antica Cattedrale eretta nel 1977 a Basilica Minore dal Cardinale Corrado Ursi quale rappresentante di Paolo VI). Basilica già interessata da un finanziamento ( Focus, finanziamento per Basilica Santa Maria Maggiore di Siponto) di 782.971,37 euro per la Curia Arcivescovile di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo di Manfredonia per l’oggetto “Interventi sulle facciate relative opere provvisionali del complesso monumentale della Basilica di Santa Maria di Siponto nel Comune di Manfredonia”, nell’ambito delle ripartizioni del Governo della quota dell’otto per mille dell’IRPEF nel 2010, per complessivi 144.431.287, 64 milioni di euro stanziati con provvedimento della Corte dei Conti.
Come spiega un cittadino che ha partecipato alla segnalazione delle due buche, nell’area in parallelo a quella dove sono stati trovati i reperti sarebbero ancora in corso degli scavi: “possibile che queste buche facciano riferimento a tombe antiche, vale a dire a sepolture effettuate velocemente in fosse comuni. Da qui il rinvenimento di parti di ossa umane. Con morti derivanti forse da un’epidemia o da un terremoto nel periodo dell’Alto o Tardo Medioevo”. Come spiega il cittadino, appassionato di archeologia, “si è infatti ipotizzato che Siponto fosse stata abitata fino al 1250/1500 dC”.
Prossima la segnalazione alla Soprintendenza dei Beni culturali. Al di là di previsioni che potrebbero rivelarsi totalmente errate resta la prossima segnalazione alla Soprintendenza per i Beni archeologici della Puglia: “in passato buche simili sono state ricoperte e non si provveduto a continuare negli scavi. Crediamo che il Comune o le autorità competenti debbano intervenire presto per fare luce su quanto segnalato”, terminano Umbriano e Piemontese. Le ricerche saranno dunque dirette ad accertare la sussistenza delle ipotesi e dei dati emersi finora.
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g.defilippo@statoquotidiano.it




Umbriano sei mitico!
comunque intorno alla basilica è pieno di cocci di vasi e ossa che affiorano dalla terra, nell’altra parte del terreno ci sono altre buche fatte dai tombaroli.
La Soprintendenza dei beni archeologici non verrà mai!
Abbiamo una ricchezza che non si può quantificare. E siamo ancora nel profondo sonno… Che peccato..
Miki siete dei cittadini modello!
Anche Manfredonia, ha il suo Michele Misseri (a buon intenditor poche parole)…e cmq quelle sono le classiche buche fatte dai tombaroli.
che bel coraggio che ha avuto l’Umbriano & C. scoprendo l’acqua fresca x fare un po’ di show calpestando un terreno altrui e coltivato !!
purtroppo parlo da ex operatore archeologico che lavorava in nord Italia…l’antichità in Italia è tanto ricca quanto difficile da gestire…troppe volte ormai ho sentito gli stessi inutili descorsi di chi dice che l’Litalia è un paese ricco di storia e sarebbe bello che questo andrebbe valorizzato…ripeto sono un ex archeologo e di scavi ne ho visti vari…non cantieri universitari ma lavori pubblici in cui spesso ciò che conta è la velocità di bonifica dell’area per permettere alle ditte edili o alle grandi opere di proseguire in tempi utili i laviori…altro che archeologia…quella studiata e immaginata nella realtà dei fatti non è altro che un inghippo burocratico per chi gestisce i cantieri e per chi non capisce il ruolo istituzionale e l’importanza dell’archeologo sul campo…parole amare ma ormai accettate da anche molti miei colleghi che nonostante la giovane età si trovano con problemi fisici dati dalla logorante vita di cantiere…e che hanno dovuto come me dopo anni di studi cambiare strade…ora son proiezionista e maschera in un cinema…ma spero nei cambiamenti e lotto ogni giorno per portarli in atto…perchè forse credo ancora in un Italia della cultura….buona fortuna a tutti…
il mio più grande in bocca al lupo per la tua carriera, ho visto a report su rai tre che fine fanno quelli come te!
a pensare che da giovane volevo fare tanto l’archeologo, che peccato!
condivido anche con l’altro che ha detto tutta opera dei tombaroli!
sono loro oggi che fanno il mestiere degli archeologi prima saccheggiando e vendono al mercato nero, e infine i carabinieri gli arrestano sequestrando i reperti che spesso rimangono infognati negli archivi.
ah ah ah,, ma quale aspirante archeologo e ricercatore.. che quello e famoso come occupatore di terreni.. dal mare ai monti !! io credo che chi dice di sentir la puzza bisogna annusargli il sedere in primis….
ma da questo video oltre alle pietre ed il teschio del cronista di ossa e tegole non ne vedo !!