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Lucera, quattro fonti di puzza individuate. Due sono di Montagano

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
29 Ottobre 2011
Cronaca //

Il sindaco dimissionario di Lucera Pasquale Dotoli (ST)
Lucera – Sono stati pubblicati sul sito web del Comune di Lucera mercoledì i risultati dei rilevamenti olfattometrici condotti dalla PCA Technologies, tesi a stabilire la provenienza della puzza che da circa tre anni delizia le estati lucerine e non solo. Quattro, stando ai rilevamenti, le ‘fonti’ dei miasmi rilevate dalle narici lombarde elettroniche. Due di queste, come ci si attendeva, provengono dalla BioEcoagrimm della famiglia Montagano, da almeno un paio d’anni impegnata in un braccio di ferro minaccioso contro il Comune di Lucera. Sconosciute, invece, le provenienze delle altre due fonti.

Nello stesso tempo, sono state pubblicate anche le indagini chimico-analitiche delle emissioni dei biofiltri della stessa BioEcoagrimm che, comunque, hanno dato esito negativo. Tanto basta, per il momento, a rasserenare tecnici e amministratori (che, in ogni caso, neppure tanto quieti sono, viste le vicissitudini ultime dell’amministrazione del centro federiciano) sulla non tossicità del miasma.

Delle sei imprese monitorate, dunque, al momento soltanto una, quella di Montagano è stata citata in maniera diretta. “Il risultato svela un segreto di Pulcinella solo chi non voleva vedere (e sentire) la realtà, poteva attribuire la responsabilità del fetore di quei due giorni a ipotetici vasconi irrigui utilizzati dai contadini, a fabbriche di prosciutti, ad allevamenti di bufali, a fabbriche inesistenti e a situazioni come l’Alghisa o Giardinetto che nulla centrano con tutta questa vicenda”, confessa Pasquale Trivisonne, redattore dell’organo lucerino Adesso il Sud, da sempre al fronte per quel che attiene ambiente ed affari.

Vale comunque la pena ricordare che le rilevazioni fatte da Palazzo Mozzagrugno valgono come un’analisi di parte che, dunque, non può considerarsi ufficiali ai fini di un eventuale procediomento di rimozione del problema. Resta però il fatto che si tratta di un punto di partenza importante, oltre che di una conferma attesa da tempo e che, adesso, non può più essere tenuta nascosta. Spetterà ora agli Uffici Provinciali e Regionali (in particolare, gli Uffici dei due assessorati all’Ambiente) prendere in mano le pratiche e portarle avanti.

Desta curiosità anche capire quali provvedimenti saranno presi dalla Ecoagrimm impegnata, finora, in una demagogica attività di convincimento dell’opinione pubblica circa il proprio virtuosismo. Televisioni e giornali della provincia hanno dato ampio risalto al comunicato stampa-pubblicità gratuita in cui Stefano Moontagano annunciava l’apertura dell’impianto ai ragazzi delle scuole. Nel migliore dei casi, se la pratica dovesse andare avanti, ai proprietari dello stabilimento toccherà mettere mani al portafoglio per rivedere l’impostazione dei filtraggi anti odore.

p.ferrante@statoquotidiano.it
riproduzione riservata

Naturalmente sarà interessante vedere anche come intenderanno muoversi i vertici della Bio Ecoagrim che oltre a giustificare le due dispersioni rilevate, dovranno anche fornire adeguate garanzie che tali situazioni non si verificheranno più.

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Voi non saprete mai fino a qual punto la mia anima è vostra. Gabriele D’Annunzio

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