“La lotta sarà dura affinché si stimoli la politica locale a combattere per il mantenimento dello stesso ospedale e mettere la Regione Puglia nelle condizioni di rivedere l’attenzione sul San Camillo, catalogandolo come ospedale di serie A e non di serie B come si sta cercando di fare”. “Ci si meraviglia anche del fatto che molti medici che lavorano da anni a Manfredonia non sono attivi in un processo che vede per prima la loro professionalità da qui a poco tempo spostarsi in altri ospedali, forse evidentemente c’è per loro voglia di cambiare”, dice ancora il segretario Usppi.
“Inutile continuare a parlare della politica locale che vede solo ed esclusivamente proclami e comunicati stampa sterili che non producono effetti positivi sulla problematica, che anzi fa capire che le battaglie si fanno sul campo e non con proclami mediatici. Presto dimostreremo come non è difficile coinvolgere la popolazione per difendere l’ospedale, spiegandone i motivi ma soprattutto le ragioni del perché il San Camillo non deve chiudere”, conclude Massimiliano Di Fonso, Segretario Confederale USPPI.
mariapia.telera@statoquotidiano.it





Cittadini,difendete il vostro diritto alla salute,e sbugiardate i politici bugiardi.
difendiamo il nostro paese ..non permettiamo a nessuno di chiuderci l’ospedale che è la nostra vita ed è frutto di tanto sacrificio..lottiamo ad ogni costo…..e come toglierci l’aria….forza MANFREDONIANI……….
ieri sono passata dall’ospedale, ma non ho visto nessun gazebo.dove era posizionato precisamente?ci sono degli orari predefiniti?
Naturalmente in tal contesto la nostra stima va al Sindaco di Manfredonia per tutto l’impegno profuso e per aver assunto la difesa dei cittadini e degli operatori con la consulenza dell’Avv Quinto e per tutto ciò che lo stesso sta facendo affinchè venga salvaguardata la salute dei cittadini di Manfredonia.Ci aspettavamo INVECE qualcosa in più da qualche consigliere Regionale “Locale” che invece ha continuato a dire che a Manfredonia è tutto sotto controllo.