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De Leonardis: “sicurezza a Foggia, Stato deve essere più presente”

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
13 Ottobre 2011
Capitanata //

Il consigliere regionale Giannicola De Leonardis (St)
Foggia – “UNA città tappezzata di cartelli provocatori ‘Basta rapine’, balzati all’attenzione delle cronache nazionali, è una città che non può non far riflettere chi oggi è al Governo anche e soprattutto grazie allo slogan ‘Città più sicure’. Ma una città come Foggia, alle prese da anni ormai con una crisi sociale sempre più dilagante, con un’emergenza occupazionale devastante e con una criminalità sempre più soffocante e radicata nel territorio, non può essere certamente più sicura se la pianta organica della Questura di Foggia è ferma al lontanissimo 1989, se i tagli hanno ridotto le forze dell’ordine persino a risparmiare sulla benzina nelle auto impegnate nel servizio di pattugliamento, se uomini e mezzi sono largamente insufficienti rispetto alle necessità e alle risposte che uno Stato deve garantire, per fare sentire la sua presenza in particolare ai cittadini più esposti”. Lo denuncia in una nota il Consigliere regionale Udc, Giannicola De Leonardis, presidente della settima Commissione Affari Istituzionali della Regione Puglia, amareggiato per l’escalation della microcriminalità nel comune capoluogo.

“Un’escalation – evidenzia De Leonardis – che non risparmia nemmeno scuole, agenzie, e che ormai considera supermercati e discount alla stregua di bancomat, fotografia di un degrado sempre più preoccupante. Un’escalation che può essere arginata, dati i limiti oggettivi delle forze dell’ordine nonostante l’impegno e l’abnegazione, soltanto con la reale e fattiva collaborazione di ognuno di noi, di ogni cittadino che deve sentirsi fiero dell’appartenenza a una comunità sana e onesta. Una comunità che deve fare della legalità la propria bandiera, pronta a indignarsi anche per un’auto parcheggiata in doppia fila o che impedisce il passaggio a un disabile, pronta alla denuncia di un abuso e un sopruso e mai complice, mai omertosa”. “Una comunità che deve lottare con tutte le sue forze per uscire dalle sabbie mobili dell’indifferenza, della rassegnazione e della paura, con il coraggio della coscienza e dell’orgoglio – conclude De Leonardis – in attesa che lo Stato batta un colpo, con una visione finalmente d’insieme e di prospettiva ampia e non affidandosi soltanto all’impegno, alla passione, alla determinazione e alle capacità di personale in divisa largamente insufficiente, che deve però sentirsi supportato e incoraggiato, e che va ringraziato, da ognuno di noi”.


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Redazione Stato@riproduzione riservata

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