“Insomma, siamo stati traditi, noi cittadini, non già da chi avvelena, ma da chi avrebbe dovuto, con noi e per noi, evitare che questo accadesse. E tutto questo lo sapevamo già. Lo sapevamo prima che lo dicessero i giornali nazionali, lo sapevamo già prima che uscissero le carte e che uno strano incendio desse fuoco ad una parte dell’impianto melfitano. Anzi, non soltanto lo sapevamo. Ma lo dicevamo, accodandoci alle voci fortissime del Comitato Diritto alla salute di Lavello e all’associazione Ola che, insieme a quella di Maurizio Bolognetti, hanno urlato per fermare uno scandalo immane, grande così. Lo dicevamo partecipando alle manifestazioni organizzate a Lavello e a Cerignola, dove il gruppo Marcegaglia sta mettendo in atto una follia non dissimile da quella Edf. Lo dicevamo con il nostro impegno concreto, nel quotidiano, nelle mille domande rivolte a chi di dovere, nelle continue prese di posizione che ci hanno resi invisi anche a quelli che, un tempo, si proclamavano amici”.
“Ma c’è una cosa di cui diffidiamo: dei facili entusiasmi. Non è la prima volta che una Procura focalizza l’attenzione sull’inceneritore di Melfi. E, se già una volta (grazie anche a procuratori dai comportamenti strani), è stato silenziato tutto, il pericolo più grande è di trovarsi di fronte ad un nuovo caso di insabbiamento. I due arresti dei due dirigenti Arpa ci sembrano un contentino, un dare alla folla ciò che la folla vuole, per non andare più a fondo. Significa togliere il grasso dalla superficie mentre, all’interno, i batteri continuano ad operare, sgretolando la società civile con i denti di morte. Un dente si chiama arsenico, uno nichel, uno manganese, uno ferro, uno benzene. E se Bove e Sigillito hanno la grandissima responsabilità di aver appoggiato questo stato di cose, non possiamo fare a meno di chiederci chi, invece, queste cose le muove. E perché non cali su di loro la mannaia della giustizia con la stessa, durissima, mano con cui è caduta sui due Dirigenti regionali. Che, detto fino in fondo, sono semplicemente i capretti sacrificali dei bagordi pasquali dei mammasantissima della multinazionale francese”. “Perché, ricordiamo a chi fa festa prematuramente, di fronte agli incendi, alle carte, alle rivelazioni, persino agli arresti, l’impianto mortifero continua ad operare, imperterrito, come niente fosse. Vanificando l’idea stessa di giustizia e sacrificandola, per l’ennesima volta all’altare dell’interesse”.
(Firmato: Comitato contro gli inceneritori Foggia – Acli ambiente – Anni Verdi – Verdi Ambiente Società –VAS – Legambiente, Rifondazione Comunista)




Nn preokkupiamoci gente. Quello che è successo alla Fenice, nn può mai succedere cn l’inceneritore della marcegaglia perchè il sindaco e la giunta di Zapponeta hanno detto che vigileranno. Ma perchè, nn si incomincia a dire la verità alle persone, che quei mostri servono solo per far sparire tutto ciò che c’è di illegale? Perchè le amministrazioni nn si impegnano veramente a fare la raccolta differenziata e il riciclo? Perchè questi coccodrilli in giacca e cravatta cn l’aiuto della criminalità ci devono rovinare l’ambiente, la salute e la nostra vita? Gente, svegliamoci se nn vogliamo sentire fra 10 15 anni la campana che suona a lutto tutti i giorni. Qui nn si tratta di partiti perchè questi servono solo a ingannare la gente. Qui dobbiamo muoverci noi, da associazioni, da cittadini comuni, perchè questi PERBENISTI IN GIACCA E CRAVATTA, nn interessa nulla che noi ci ammaliamo e moriamo, quello che a loro interessa è il guadagno è basta. Il loro motto nn scordatelo: STIAMO LAVORANDO PER NOI.
andate tutti a fa…..