Gli animali presentavano varie ferite che, verosimilmente, si erano procurate impigliandosi in reti da pesca o altri relitti galleggianti. Le testugini presentavano lesioni anche all’apparato digerente dovute, con elevata probabilità, all’ingestione di ami e materiale varo presente nelle acque marine tant’è che negli stomaci di alcuni esemplari sono stati trovato oggetti i più disparati: da buste di plastica, probabilmente scambiate per meduse, a tappi ed oggetti in plastica di varia forma e natura.
La specie è minacciata dall’inquinamento marino, dalla riduzione degli habitat di nidificazione e dagli incidenti generati dalla presenza di reti a strascico e da altri sistemi di pesca.
La sensibilità dimostrata, in questa come in altre occasioni, dai rappresentanti della marineria sipontina rappresenta la giusta mentalità che deve distinguere la gente di mare nella tutela e salvaguardia dell’ecosistema marino. In questo ambito i Carabinieri delle unità navali operano quotidianamente con servizi di polizia finalizzati al controllo del rispetto delle leggi della navigazione e della sicurezza in mare, con particolare riguardo anche al delicato settore della difesa della fauna e della flora marine, garantito da leggi nazionali e non solo. Le 4 tartarughe tratte in salvo, oramai fuori pericolo di vita, sono state affidate a medici veterinari di Legambiente Manfredonia, i quali, una volta guarite, le rimetteranno in libertà.
Redazione Stato




io voglio ringraziare molto la monovedetta per aver salvato 4 tartarughe marine.