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CIA PUGLIA Grano duro, CIA Puglia: “Prezzi al produttore ancora critici, servono contratti di filiera che valorizzino il made in Italy”

"Il lieve incremento della produzione di grano duro previsto per l'annata in corso è positivo, ma non risolve i problemi"

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
20 Maggio 2026
Economia // Economia //

Nel settore del grano duro italiano l’aumento produttivo registrato nell’annata in corso non basta a rasserenare il comparto. A margine del Durum Days 2026 di Foggia, CIA Agricoltori Italiani Puglia rilancia infatti l’allarme sulla redditività delle aziende cerealicole, con particolare attenzione al tema dei prezzi riconosciuti ai produttori.

A intervenire è Rino Mercuri, che sottolinea come il lieve incremento della produzione non rappresenti una soluzione strutturale alle difficoltà del settore. “Il lieve incremento della produzione di grano duro previsto per l’annata in corso è positivo, ma non risolve i problemi del settore cerealicolo. Serve una svolta: nei contratti di filiera, occorre che sia riconosciuto il valore della produzione italiana e dei suoi parametri qualitativi nel prezzo al produttore”, ha dichiarato.

Mercuri evidenzia inoltre che, secondo dati ISTAT, le superfici coltivate a grano duro sono diminuite del 20% negli ultimi anni, con un calo legato soprattutto alla riduzione del valore riconosciuto al prodotto agricolo. “Ci preoccupa anche la tendenza a voler basare il prezzo del grano duro attraverso i listini privati. Così la situazione può solo peggiorare”, ha aggiunto.

Sulla stessa linea Gennaro Sicolo, che richiama l’attenzione sulla centralità della filiera e sulla tutela della produzione nazionale. “Il grano è patrimonio del vero made in Italy che deve essere tutelato”, ha affermato, sottolineando come il grano duro italiano rappresenti la base della pasta 100% italiana, prodotto simbolo dell’export agroalimentare nazionale.

Sicolo ha poi evidenziato la necessità di rafforzare i contratti di filiera e garantire il pieno utilizzo della produzione nazionale prima delle importazioni, ricordando come la qualità del prodotto italiano sia legata anche agli standard di sicurezza alimentare e alla tradizione agricola del Paese.

CIA Puglia richiama inoltre l’attenzione sul funzionamento della CUN, la Commissione Unica Nazionale sul grano duro, che secondo l’organizzazione non riesce ancora a definire un prezzo realmente coerente con i costi di produzione certificati da ISMEA, aggravati negli ultimi anni dall’aumento di carburanti, energia, fertilizzanti e fitofarmaci.

Per l’associazione agricola, il settore rischia di restare penalizzato da una struttura di mercato che non garantisce un’equa remunerazione agli agricoltori, considerati invece elemento centrale della filiera della pasta italiana.

In chiusura, Sicolo ha rivolto un appello ai consumatori: “Rinnoviamo l’appello ai consumatori italiani: scegliete solo e soltanto la pasta fatta con il 100% di grano italiano: per il benessere e la salute, da una parte, e per la salvaguardia di una concreta sovranità alimentare e sostenibilità economica della cerealicoltura italiana”.

2 commenti su "Grano duro, CIA Puglia: “Prezzi al produttore ancora critici, servono contratti di filiera che valorizzino il made in Italy”"

  1. Wikipedia:

    La Puglia è una delle regioni in cui l’agricoltura riveste un ruolo preminente nel contesto economico. Si tratta di un’agricoltura prevalentemente intensiva e moderna che permette alla regione di essere ai primi posti in Italia per la produzione di molti prodotti. È il caso del grano duro e del pomodoro in provincia di Foggia

    Grano ( oro 24 krati )

    🇮🇹

  2. Bloccate le importazioni di grano estero e valorizzate il nostro prodotto per quello che è.
    Il resto sono solo chiacchiere europee e prodotti sparati con pesticidi che sono consentiti solo in Italia

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