FOGGIA – “Amore mio, ieri ho letto le motivazioni della Cassazione e ho anche scoperto una parola che non conoscevo: distopia”.
Comincia così il lungo e doloroso sfogo affidato ai social da Roberta Abbruzzese, madre di Camilla Di Pumpo, la giovane foggiana morta nel gennaio 2020 in un incidente stradale.
Parole che arrivano all’indomani dell’articolo dove la Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato dalla famiglia sul concorso di colpa, chiudendo di fatto il percorso giudiziario avviato dai familiari. Una vicenda che continua a scuotere la città e che, nei giorni scorsi, ha riacceso il dibattito dopo la pubblicazione delle motivazioni della Suprema Corte.
Nel suo messaggio, Roberta Abbruzzese parla di “un mondo disumano”, dominato “dal denaro e dai giochi di potere”, nel quale “umanità, sentimenti, verità e giustizia diventano irriconoscibili”.
“Ho avuto la sensazione precisa che questo mondo non sia un concetto lontano, ma qualcosa che esiste già ed è qui tra noi. Una realtà che fa paura”, scrive la madre di Camilla.
Poi il ricordo della figlia: “Tu eri luce, amore mio. E nella luce credevi”. E ancora: “L’unica mia consolazione è sapere che non sei stata trascinata dentro quel buio. Perché quando si resta troppo a lungo in certe dinamiche, si rischia di perdere di vista il bene, il buono e il sano”.
Il passaggio più toccante arriva nelle ultime righe del post: “E anche se fa tanto male dirlo… forse preferisco pensarti in Paradiso. Al sicuro da tanto squallore”.



