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Emergenza rifiuti, “Inceneritore Manfredonia non acceso, ma già lavoro. Brucierà oltre 125mila t.le”. Il 26 manifestazione

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
1 Novembre 2011
Manfredonia //

Associazioni "No inceneritore": blocco della strada nel settembre 2010 nei pressi dell'inceneritore in contrada Paglia (St)
Foggia – SI terrà domani, mercoledì 2 novembre a Bari, il prosieguo del vertice sulla crisi rifiuti a Foggia e in provincia, tenutosi la settimana scorsa in Prefettura a Foggia ( Focus).

Il Comitato spontaneo contro gli inceneritori in Capitanata ritiene che gli enti locali non possano più demandare l’avvio della raccolta porta a porta (inclusa la frazione organica, l'”umido”) e che la Regione Puglia debba finanziare solo interventi in tal senso, a partire da ora. “Non si può pensare che l’ultimando inceneritore a Manfredonia sia la soluzione, visto che come successo ad Acerra l’accensione dell’impianto va di pari passo con l’inizio dello stato di emergenza. Infatti, è da dire che la bozza del nuovo piano-rifiuti regionale prevede di bruciare circa 1 milione di tonnellate di rifiuti su 2,2 milioni complessivi prodotto in tutta la Puglia in un anno solare. Attualmente l’unico impianto attivo è quello di Massafra in provincia di Taranto”. “Se la situazione a Foggia non dovesse cambiare da ora e se si continuerà ad accumulare alla discarica di Passo Breccioso, l’inceneritore di Manfredonia (che dovrà prima affrontare una fase di collaudo di 6-12 mesi) si troverà a dover bruciare ben di più delle 125.000 tonnellate annue previste. Un aerosol da non poco per i cittadini”, terminano i rappresentanti del Comitato Spontaneo contro gli inceneritori.

Slogan protesta (st)
Il 26 novembre manifestazione di protesta. Si ricorda che sabato 26 novembre 2011 il coordinamento provinciale ha proclamato una manifestazione pacifica e nonviolenta presso il cantiere dell’inceneritore ETA-Marcegaglia alla località Contrada Feudo della Paglia/Masseria Capppelli, fra i borghi Tressanti e Mezzanone, in agro di Manfredonia. “A tutela della salubrita’ dell’ambiente e dell’articolo 41 della costituzione: “l’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”.

Obiettivo della manifestazione e dei cittadini della capitanata: “mettere in evidenza la totale contrarieta’ della popolazione agli impianti d’incenerimento; chiedere alle istituzioni di intervenire affinche’ l’impianto marcegaglia non entri in funzione e si attivi immediatamente in tutto il territorio la raccolta differenziata con obbiettivo rifiuti zero”

Redazione Stato, gdf@riproduzione riservata

2 commenti su "Emergenza rifiuti, “Inceneritore Manfredonia non acceso, ma già lavoro. Brucierà oltre 125mila t.le”. Il 26 manifestazione"

  1. qual’è il peggiore dei due mali? avere l’inceneritore o non averlo? E’ questo il tema su cui discutere.

  2. se in Campania non era stato terminato Acerra a Napoli l’immondizia arrivava al terzo piano. Acerra Non ha risolto l’emergenza semplicemente perchè brucia circa 1.600 ton al giorno mentre solo Napoli e provincia ne produce circa
    2000-3000 ton al giorno. Costruendo un’altra Acerra a Salerno e un’altra a Napoli si risolverebbe tutto. Idem in Puglia. Alternative a breve? Esportare rifiuti ma in Italia di Napoli che esporta monnezza c’è n’è una sola che basta e avanza

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