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Energas Manfredonia: FareAmbiente conferma la propria contrarietà all’impianto

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
12 Novembre 2022
Cronaca // Manfredonia //

Manfredonia (Fg), 12 novembre 2022 – ‘Fare Ambiente Puglia’, attraverso il vicepresidente regionale Francesco Bacchelli, ribadisce il proprio no all’impianto Energas a Manfredonia, ancora una volta.

 

Con una conferenza stampa risalente all’anno scorso il Dr. Bacchelli, assieme al coordinamento provinciale e regionale, aveva già mostrato una relazione sulla vicenda riguardante l’eventuale deposito costiero in gpl in agro di Manfredonia, portandola anche a livello nazionale.

 

“Disposti anche a valutare azioni legali di concerto con la presidenza nazionale” avevano sottolineato i referenti dell’associazione in tale occasione.

 

 

Il referente Dr. Francesco Bacchelli sottolinea anche oggi: “Manca uno studio approfondito sulla pericolosità sismica, sono stati sottovalutati gli aspetti sismici e di tutela della popolazione oltre a non aver preso in alcuna considerazione il parere negativo espresso dal Parco Nazionale del Gargano”

FareAmbiente, il Presidente Nazionale, Prof. Pepe con il Dott. Bacchelli

 

LO STUDIO

 

Caratteristiche e collocazione dell’impianto

 

“Il deposito sopra menzionato – è riportato nella relazione di Bacchelli – sarà ubicato nel territorio del Comune di Manfredonia, in località “Santo Spiriticchio”, tra la S.S. 89 (Garganica) e la S.P. 59 (Frattarolo – Stazione Candelaro), in un una area individuata catastalmente al F° della Zona Industriale ex DI/49 del Piano di Fabbricazione, ovvero in “Zona Omogenea Territoriale D3E”, come individuata dal vigente PRG. F° 42 del comune di Manfredonia. Per un deposito di Gpl di 60 Milioni di Litri e la costruzione di un gasdotto di circa 10 Km. Il progetto si inserisce in un’area densamente popolata con elevata frequentazione turistica e residenziale. In base allo sviluppo dell’impianto si nota come il progetto interferisce con un’area densamente popolata con elevata frequentazione turistica e residenziale.

 

Il progetto si inquadra come un progetto di stoccaggio GPL e, considerato il volume previsto (60000mc), occorrerebbe rifarsi alla normativa per gli impianti GNL (UNI1473). Negli elaborati integrativi si rileva che esistono e vengono sottolineate tutte le criticità ambientali di sito e la ubicazione del sito in una area inclusa nella reta di Natura 2000 Sic/Zps Valloni e steppe del Gargano , ZPS Paludi presso il golfo di Manfredonia.

 

Collocazione rispetto al Parco nazionale del Gargano

 

Si rileva inoltre che l’impianto si colloca in una area in aderenza alla perimetrazione area buffer del Parco Nazionale del Gargano, il cui ultimo ente, ha per questo tipo di impianto espresso parere sfavorevole alla realizzazione dell’impianto.

 

 

Si rileva inoltre che il progetto dell’impianto è fortemente impattante dal sul suolo e sottosuolo con la realizzazione di un lungo tratto di gasdotto che interferisce in maniera rilevante con il fondale del Golfo di Manfredonia con presenza di Poseidonia diffusa.

 

Si rileva che non è stato adeguatamente prodotto uno studio meteo marino per le interazioni struttura tubo gasdotto e dinamica costiera, e quindi escludere fenomeni di modificazione delle correnti con possibili effetti erosivi della spiaggia sabbiosa. Sulla stessa spiaggia si rilevano numerose segnalazioni di presenza di fauna marina tipo carretta carretta che nidifica lungo la spiaggia del Golfo di Manfredonia ed in particolare lungo il litorale di Siponto.

 

 

Immagine in allegato
Immagine in allegato

Terremoti

 

La richiesta VIA iniziale è del 1999, pertanto da quella data sono cambiate tre normative tecniche per le costruzioni ed, in particolare, gli approcci di analisi e verifica sismica sono profondamente mutate in maniera molto più conservativa.

 

Lo Studio sismo- tettonico prodotto non ha messo in evidenza una analisi sismo-tettonica valutata alla luce delle faglie presenti, e quindi occorre produrre un documento “seismic hazard” che tiene in considerazione le accelerazioni prodotte dalla sismicità locale e regionale.

 

Negli studi presentati non è eseguita un’analisi del terremoto site-specific. Ciò include le valutazioni dei rischi di terremoti, tsunami, frane e attività vulcaniche. Questa analisi non è stata eseguita in una idonea relazione sismica in cui devono essere prese in considerazione le caratteristiche geologiche e sismiche della posizione della struttura e della regione circostante, nonché le informazioni geotecniche.

 

La dimensione della regione da indagare in funzione della natura dell’area intorno al sito e dalle condizioni geologiche e tettoniche derivanti dall’indagine sul suolo, limitato a una distanza di almeno 320 km dal sito, o della intera provincia tettonica.

 

Il secondo livello di analisi non è stato effettuato sulla regione entro gli 80 km dal sito (indagine sismica regionale) al fine di rilevare la presenza di eventuali faglie geologiche attive. Dai dati sismici regionali e locali, così come evidenziato dai database nazionali dell’INGV si rilevano diverse faglie attive così come testimoniato dagli eventi sismici catalogati, dalle cartografie neotettoniche d’Italia e dagli studi ad essi correlati”.

 

Per i dettagli delle indagini sismiche e il formato dello spettro di risposta, sarebbe stato opportuno fare riferimento a ENV 1998. Gli studi geologici, tettonici e in particolar modo in funzione della sismicità dei luoghi non si evidenzia che sia stato stabilito: il terremoto di arresto sicuro (SSE); il terremoto della base operativa (OBE). Questi devono essere stabiliti: probabilmente, come quelli che producono moti del suolo con la ricorrenza media come un intervallo minimo di 5000 anni per il SSE e 475 anni per il OBE, e / o, deterministicamente, ipotizzando che in futuro possano verificarsi terremoti analoghi ai massimi terremoti storicamente noti con una posizione di epicentro che è la più grave per quanto riguarda i suoi effetti in termini di intensità sul sito, pur rimanendo compatibile con i dati geologici e sismici .

 

Si nota che sia gli studi sismici di letteratura che i dati sulla sismicità storica ci portano a ritenere che i sito di ubicazione dell’impianto e le relativa opere connesse non sono compatibili con i luoghi dove è stato localizzato l’impianto.

 

Ai fini della sicurezza dell’impianto non è stato dimostrato che sismicamente non c’è rischio di rottura delle tubazioni del GPL e dei serbatoi di accumulo.

 

A rigore non è stato prodotto un’analisi di hazard del rischio, sismico, alluvionale e del rischio Tsunami (vedi EN1473).

 

Ai fin della tutela della popolazione il sito non è compatibile con lo Sviluppo residenziale delle aree, gli sviluppi sensibili (scuole / ospedali / case di riposo / stadio sportivo / ecc.), lo sviluppo industriale, Infrastruttura di trasporto, e lo sviluppo turistico del Golfo di Manfredonia.

 

 

 

L’area ha inoltre una elevata presenza di abitazioni e attività legate al diportismo nautico per la presenza di un affollato porto turistico, la presenza di numerosi circoli nautici, e la presenza di affollati lidi balneari ed attività turistico alberghiere diffuse. Per tutte le motivazioni sopra elencate per la la presente associazione ambientale esprime parere sfavorevole alla realizzazione dell’impianto deposito costiero in GPL”.

 

 

Relazione risalente all’anno 2021 a cura del Dr. Francesco Bacchelli, FareAmbiente Puglia

 

 

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