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"Dal punto di vista strutturale, la principale criticità del CARA è rappresentata dalle condizioni dei moduli abitativi e dei servizi"

CARA Mezzanone, protesta ospiti: “Non ci potete cacciare”

Dalle prime ore della giornata, un gruppo di ospiti ha protestato fuori il Centro anche per un prossimo allontanamento dalla struttura, dopo i dinieghi della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale ad alcune istanze presentate dagli immigrati


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Manfredonia/Foggia. PROTESTE stamani da parte di un gruppo di immigrati ospiti del Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo (CDA/CARA) di Borgo Mezzanone, sito sulla S.S. 544, nel territorio di Manfredonia. Da raccolta dati, dalle prime ore della giornata, un gruppo di ospiti ha protestato fuori il Centro tanto per un prossimo allontanamento dalla struttura, dopo i dinieghi della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale ad alcune istanze presentate dagli immigrati, quanto per delle scelte della direzione, oltre che per “la qualità del cibo, la mancanza di acqua calda e le condizioni strutturali delle unità abitative“.

Sul posto sono arrivate le forze dell’ordine e antisommossa.

Da raccolta dati (www.osservatoriomigranti.org) il Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo (CDA/CARA) di Borgo Mezzanone ha aperto nel 2005. Capienza regolamentare prevista dal Decreto istitutivo: 670 posti. Attualmente ci sarebbero circa 630 ospiti. Dopo la gestione della Croce Rossa Italiana, Comitato Provinciale Foggia, a partire dal 2014 è subentrato l’Ente gestore: Cooperativa Sisifo. I dipendenti oggi impiegati nella struttura fanno parte della cooperativa Senis Hospes di Bari.

Il CARA di Foggia Borgo Mezzanone si trova in aperta campagna, a poco meno di due chilometri da Borgo Mezzanone, frazione del comune di Manfredonia (FG), ed a quasi venti chilometri dal centro urbano più vicino (Foggia). Per raggiungere quest’ultimo gli ospiti del Centro possono utilizzare il servizio navetta messo a disposizione dalla Prefettura oppure gli autobus di linea che collegano Foggia con Borgo Mezzanone.

Dal punto di vista strutturale, la principale criticità del CARA è rappresentata dalle condizioni dei moduli abitativi e dei servizi, che in alcuni casi sono letteralmente fatiscenti o inservibili. Migliore la situazione nella parte del CARA ospitata dalle strutture in muratura originariamente concepite per ospitare il CPT, ciò crea tuttavia radicali disparità delle condizioni di accoglienza tra ospiti alloggiati nella prima zona ed ospiti alloggiati nella seconda”. ”Più in generale, la tensione emotiva all’interno della struttura è alimentata dai lunghi tempi di permanenza in attesa di una risposta alla propria domanda di protezione internazionale. Il tempo di permanenza medio è di circa 6 mesi, ma sono numerosi i casi di persone che restano nella struttura per oltre 1 anno. Sono proprio gli ospiti “lungo degenti” a manifestare i maggiore problemi di natura psicologica e comportamentale, dovuti allo stress ed all’incertezza circa il proprio destino. Molto frequente l’uso di tranquillanti da parte degli ospiti, che a causa dello stato d’ansia manifestano disturbi del sonno” (fonte: osservatorio migranti, 20.02.2013).

Di recente, un servizio del programma “Striscia La Notizia” di Canale 5 ha messo in evidenza la presenza di immigrati in strutture situate nei pressi dell’ex aeroporto militare di Mezzanone. Proteste sono arrivate dagli agricoltori dell’area per la distruzione dei campi ad opera degli stranieri di passaggio nella zona.

Redazione Stato Quotidiano.it – Riproduzione riservata

CARA Mezzanone, protesta ospiti: “Non ci potete cacciare” ultima modifica: 2015-12-21T11:40:34+00:00 da Redazione



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