Articoli scritti da: Agostino del Vecchio

Niki, Grillo e il Napolitano ipovedente

Bari – “OGGI abbiano di fronte il profilo anche un pò mediocre di un populista e di un demagogo. E’ difficile pensare di lavorare con chi mescola argomenti demagogici, urla, emette grugniti al posto di pensieri”. Questo ha affermato il presidente nazionale di Sinistra Ecologia Libertà (Sel) Nichi Vendola, in un’intervista rilasciata a Tgcom24, solo [...]

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Vendola, Grillo e i veri populisti

QUANDO Vendola si presentò alle regionali, noi l’abbiamo aiutato. E’ stato eletto anche grazie a noi. E poi invece è successo che la supercazzola Vendola si è messo a fare affari con la Marcegaglia, con cui ha costruito 5 inceneritori e ha dato 140 milioni di soldi pubblici a Don Verzè. Non si è accorto cosa ha combinato nella sua giunta l’assessore Tedesco, salvato poi dai senatori”. Nel corso di un comizio elettorale a Legnano, in provincia di Milano, il comico Beppe Grillo decide di rispondere frontalmente al governatore pugliese Nichi Vendola che si era particolarmente accanito col leader del Movimento 5 Stelle nel corso di un’intervista su Sky TG24 – L’intervista. “Ci sono delle involuzioni nel discorso pubblico di Grillo che colgo con preoccupazione, alcune battute che sembrano in stile leghista, una mescolanza di argomenti di estrema sinistra ed estrema destra e questo me lo rende un fenomeno tutt’ora da decifrare e guardare con attenzione, ma è un fenomeno inquietante”, aveva argomentato Vendola.

Da quando i sondaggi hanno iniziato a ventilare di un 9 % di consensi per il M5S di Grillo la pressoché totalità della classe dirigente politica attuale (o aspirante tale) ha frettolosamente preso posizione sulle torri di difesa. Specie quando il comico genovese ha iniziato a rimarcare, nell’attuale campagna elettorale, sul un passato referendum che avrebbe dovuto decretare la fine dei finanziamenti pubblici ai partiti e che, invece, è stato semplicemente convertito in “legge sui rimborsi elettorali”.

Il risultato è che mai come in questo periodo Grillo si trova ad essere additato tra i peggiori terroristi dalla stampa sovvenzionata, unita nel difendere la pagnotta, sottoposto al fuoco incrociato bipartizan. “Beppe Grillo si nutre dei

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Farmaci, Gasparri e deliri

“MEGLIO difendere i farmacisti che aiutare gli assassini. La drammatica notizia della ragazza morta a causa di un farmaco acquistato via internet conferma che hanno ragione i saggi che non vogliono la facile circolazione di medicinali, che espongono a pericoli gravissimi. I demagoghi che vogliono farmaci in qualsiasi negozio o al supermercato e ovunque, facilitano l’azione di speculatori e spacciatori di veleno”.

Questo il commento del Presidente dei senatori del PDL Maurizio Gasparri in merito alla morte di una donna e il malore avvertito da altre due in seguito all’assunzione di sorbitolo a Barletta in Puglia. Le pazienti avrebbero assunto il medicinale, sabato 24 marzo in uno studio privato, per un test per l’intolleranza alimentare. Il dolcificante era stato comprato via internet su Ebay. Il senatore, anche questa volta, non va tanto per il sottile e non disdegna di utilizzare l’onda mediatica della morte di una donna per difendere spada tratta la Casta. Nonostante sia perfettamente consapevole di mettere in fila una serie di falsità.

In primo luogo non si comprende cosa centri associare un evento legato alla morte per assunzione di un dolcificante comprato via internet in una clinica privata con la timida liberalizzazione di una parte dei farmaci a pagamento nelle parafarmacie e nella grande distribuzione dove sono presenti da sempre, nonostante Gasparri faccia di tutto per far capire il contrario, un laureato in farmacia esattamente come in una farmacia (..).

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Celentano, San Remo e i poteri forti

“C’ERA uno schema preciso, quattro persone posizionate in punti diversi che, quando c’era una pausa partivano”. Lo ha spiegato Gianni Morandi in conferenza stampa il giorno dopo la chiusura della manifestazione canora sanremese. “Non è mai accaduto in tanti anni di Festival qualcosa di simile. Certo, c’è chi contesta se la vittoria va a uno o all’altro, ma fischi e contestazioni così no. Che la cosa sia stata organizzata per me è sicuro”. In effetti è un pò difficile pensare che la stessa identica platea che aveva acclamato a scena aperta Adriano Celentano solo pochi giorni prima sullo stesso tema possa aver cambiato drasticamente opinione in un così breve lasso di tempo.

E pensare che le parole del cantante di origine pugliesi (i genitori erano di Foggia trasferiti nel nord Italia per lavoro) riguardanti le testate Famiglia Cristiana e Avvenire, espresse nella serata finale del Festival di San Remo, erano sembrate tutt’altro che esecrabili: “Ho espresso una mia opinione, siamo in democrazia, non ho il potere di chiuderli ma di consigliare un cambio di impostazione editoriale. Qualcun altro ha chiuso invece qualcos’altro”.

Il rifermento alla chiusura delle trasmissioni di Michele Santoro e di Serena Dandini stabilita dal Direttore generale della RAI Lorenza Lei appena nominata, presumibilmente per “mandato politico”, è evidente ma,

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Una Repubblica basata sulla corruzione

“VENT’ANNI fa una falsa rivoluzione ha distrutto i cinque partiti storici che avevano fatto dell’Italia la quinta potenza economica mondiale”. Parole di Stefania Craxi che aggiunge: “Ecco perché noi non celebriamo il ventennale di Mani pulite”. Difficile, in effetti, dimenticare quel 30 aprile del 1993, quando centinaia militanti politici e semplici cittadini si ritrovarono davanti all’ingresso dell’Hotel Raphael a Roma, dimora di Bettino Craxi, per il famoso lancio di monetine al grido di “Bettino prendi anche queste”. Vera e propria icona di quegli anni fu, anche soprattutto, Duilio Poggiolini, direttore generale del servizio farmaceutico nazionale del Ministero della Sanità di Francesco De Lorenzo. Coinvolto nell’inchiesta Mani Pulite sullo scandalo di Tangentopoli, membro della loggia massonica P2, fu denominato il Re Mida della Sanità. Poggiolini, infatti, aveva sempre ostentato uno stile di vita sobrio ma durante perquisizione furono necessarie dodici ore per catalogare i tesori nascosti negli armadi, in divani e materassi.

Duilio Poggiolini è stato indagato, tra le altre cose, dalla Procura di Trento per il reato di epidemia colposa, in seguito ad una serie di infezioni da HIV e Epatite C avvenute nei primi anni novanta tramite la trasfusione di sacche di plasma che non erano state adeguatamente controllate. Secondo i dati dell’Associazione politrasfusi (…)

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I nuovi bombardieri F-35 pronti per l’Amendola

DIVERSE fonti parlano di cifre variabili tra i 55 e 80 mln di euro a velivolo, fatto sta che i nuovi cacciabombardieri Jsf/F-35 comprati dall’Italia, (131 in tutto), più gli elicotteri militari NH-90, peseranno non poco sul bilancio statale e, di conseguenza, sulle tasse degli italiani e la crisi. Il tutto mentre si infittiscono le voci di nuove sirene di guerra tra Usa e Iran e questa accelerazione nell’acquisizione di nuovi armamenti potrebbe, di conseguenza, preludere a una nuova serie di operazioni militari in Medio Oriente

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Equitalia, Grillo e le bombe

“EQUITALIA è un luogo della prevaricazione”. E ancora: “Equitalia tiene atteggiamenti intollerabili nei confronti delle aziende del Sud praticando metodi che stanno provocando il fallimento di molte aziende agricole. Per questa ragione il Comune di Bari non intende più servirai dei suoi servizi ed invita tutti i sindaci d’Italia a fare la stessa cosa”. Così tuonava su Facebook lo scorso 11 maggio 2011 il sindaco di Bari Michele Emiliano che ha deciso ha deciso di sospendere la convenzione che lega la città all’agenzia di riscossione. Troppe le segnalazioni di tassi d’interesse “da usurai” che scattavano a pochi giorni dalla scadenza dei pagamenti e comportamenti “a limite della legalità”. Esasperazione degli animi che in altre parti d’Italia è già sfociata in veri e propri agguati ai danni di impiegati e dirigenti della società di riscossione e ha avuto l’ennesima manifestazione di violenza nei due attentati dinamitardi nelle sedi di Modena e Foggia. “Si può dire tranquillamente che stiano per sostituire i tradizionali botti di San Silvestro con la differenza però che durano tutto l’anno”. Questo il commento del comico Beppe Grillo sul suo blog che aggiunge: “Se Equitalia è diventata un bersaglio bisognerebbe capirne le ragioni oltre che condannare le violenze. Un avviso di pagamento di Equitalia è diventato il terrore di ogni italiano. Se non paga l’ingiunzione “entro e non oltre” non sa più cosa può succedergli. Non c’è umanità in tutto questo e neppure buon senso. Monti riveda immediatamente il funzionamento di Equitalia, se non ci riesce la chiuda. Nessuno ne sentirà la mancanza”.

Se le parole di Grillo seguono la tipica verve del personaggio, che può piacere o no, così come è avvenuto in altre casi, una battuta di troppo è diventata pretesto per additare il leader del Movimento 5 Stelle come il

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Liberalizzazioni mancate, vergogna del Governo

“QUESTO libro è un viaggio affascinante attraverso le mille caste che pesano sulla società civile e sui cittadini-consumatori. Il lettore, nelle dense pagine del libro, può individuare come opera la congerie di nemici, più o meno espliciti, dei consumatori, spesso capaci anche di aggirare o di smontare le troppo poche leggi in difesa della concorrenza. Emergono dal libro le zavorre che pesano sul Paese, impediscono la sana competizione, favoriscono i cartelli, ma anche le luci con cui i pochi coraggiosi difensori della concorrenza illuminano il faticoso cammino dei consumatori”. Così recita la presentazione del libro “Zavorre d’Italia” di Antonio Catricalà pubblicato nel 2010 quando non era ancora Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del Governo.

Per chi come il professor Mario Monti che, quando ricopriva il ruolo di Commissario Ue alla Concorrenza, fece sborsare 497 milioni di euro a magnate della Microsoft Bill Gates per aver abusato della sua “posizione dominante” accumulata nel corso degli anni ’80 e ’90, non è stata certo un bella figura cedere (alle 4 di notte) a un gruppetto di parlamentari lobbisti del Pdl prezzolati o direttamente interessati (molti sono titolari di farmacia) a difendere il monopolio dei farmaci per i farmacisti titolari di farmacia e non per tutti i laureati in farmacia. Indicativa a tale riguardo è stata la lettera indirizzata al quotidiano Il Giornale, del deputato Massimo Corsaro, vice presidente vicario alla Camera del Pdl che spiega: “Gentile direttore, le faccio fare uno scoop: il «lobbista» sono io!

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Fascia C: la liberalizzazione che non piace alle lobby

L’ARTICOLO 32 del decreto anti-crisi prevede che le parafarmacie e i corner della grande distribuzione (dove operano, è bene ricordarlo, laureati in farmacia) possano vendere i farmaci di fascia C, vale a dire i medicinali a pagamento per i quali è obbligatoria la ricetta. Si tratta di un’operazione a costo zero che permetterebbe l’apertura di oltre 3mila nuovi esercizi, la creazione di migliaia di nuovi posti di lavoro e, così come riportato nel testo firmato da Giorgio Napolitano, la possibilità di effettuare degli sconti, cosa che attualmente avviene solo per i farmaci da banco. Tale legge non è stata gradita dalle una delle molteplici lobby che ancora persistono in nostro Paese, nonostante la disoccupazione giovanile abbia raggiunto il 30 % (record europeo). La Casta del farmaco, infatti, è arrivata a comprare intere pagine dei principali quotidiani italiani per cercare di difendere l’indifendibile, anche per mezzo della menzogna.

Le parafarmacie italiane (oltre 3mila esercizi), nel frattempo, hanno annunciato, tramite comunicato, di aver dato mandato ai propri legali di verificare la sussistenza degli estremi “per una denuncia nei confronti del presidente della FOFI Federazione Ordini dei Farmacisti Italiani Andrea Mandelli e del presidente di Federfarma, per procurato allarme, falso ideologico e diffamazione per aver fatto credere che con la liberalizzazione dei farmacia con ricetta venissero meno le garanzie di sicurezza per la salute dei cittadini”. E’ quanto dichiarato dal presidente del Forum delle Parafarmacie, Giuseppe Scioscia, insieme dalle altre sigle di categoria. “Quello cui stiamo assistendo – affermano in una nota congiunta – è l’ esempio eclatante di cosa significa vivere in una società dominata dalle corporazioni, dove chi

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Quando Gesù aveva un jet privato

“NON leggo la stampa da mesi: ho pensato di far come Gesù Cristo che, dopo aver guarito molti malati e dopo averci donato una dottrina salvatrice, fu arrestato, calunniato, condannato alla croce: non si è difeso”. Questo è l’incipit mistico-giudiziario della lettera firmata dal presidente della Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor don Luigi Verzè in seguito al macroscopico scandalo finanziario che lo coinvolge direttamente, valutato per 1,5 mln di euro. Di fronte ad un confronto così stridente tra la figura del “diavolo di prete” come “amò” definirlo il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, suo fervido sostenitore, e il Figlio di Dio e di un falegname povero persino il vaticanista più convinto resterebbe piuttosto interdetto. Ma non gente come don Verzè che, per sua stessa ammissione, ha preteso un jet privato che ha portato all’ospedale una spesa di circa 20 milioni di euro. “Mario Cal, mio Vice Presidente Esecutivo (manager suicida qualche mese fa, ndr), mi propose di acquistarlo per risparmiare tempo e fatiche, per andare dove la dottrina del San Raffaele venisse conosciuta e realizzata”.

Paradossale anche il modo in cui la notizia è stata diffusa nel Tg1 delle 13 e 30 dell’evergreen Augusto Minzolini che, dopo aver censurato la parola “preservativo” anche durante la Giornata Mondiale contro l’AIDS a seguito del diktat del Ministero della Salute (il cattolico Renato Balduzzi), non si smentisce neppure in questo caso.

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