Articoli scritti da: Agostino del Vecchio

Come ti cancello (democraticamente) il M5S

LA proposta di attuazione dell’art.49 della Costituzione non è, malauguratamente per chi ne scrive e per chi vi trova elemento di polemica, una succulenta notizia che rivelerebbe l’avversione del PD per il Movimento 5 Stelle”. Queste le parole, postate poco ore fa dalla senatrice Anna Finocchiaro tramite il social network Facebook, volte a buttare acqua sul fuoco sulla notizia di quella che è stata battezzata come una vera e propria legge “ad Movimentum” che porta la firma della stessa capogruppo del Partito Democratico al Senato e Luigi Zanda. Quest’ultimo, pochi giorni fa, si era smarcato decisamente dai vertici del PD, sottolineando la priorità di votare una legge per l’incandibilità di Silvio Berlusconi in base anche a una precedente legge del 1957.

Le giustificazioni postume della Finocchiaro assicurano che “il ddl è infatti presentato nell’identico testo in cui venne depositato nella precedente legislatura, sia alla Camera che al Senato e riguarda tutti i partiti. Era (e resta) un pezzo di programma del PD. Si tratta dell’attuazione – ritardata per troppi decenni e sollecitata più volte anche dal Capo dello Stato – di una decisione dei costituenti di particolare rilievo e pienamente coerente con il modello di democrazia parlamentare scelto per il nostro Paese”. Peccato che in queste ore sembrano veramente in pochi a crederci, considerata l’enorme massa di proteste raccolte sul profilo della senatrice e la tempistica con la quale è stato presentato il ddl (….)

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Metodo Stamina tra speranze e polemiche

“SONO stato per anni in mezzo alle pallottole in Afghanistan e seguendo il dott. Vannoni non comprendo ancora se ho migliorato la situazione oppure no”. Scherza il dott. Marino Andolina, vice fondatore della Fondazione Stamina, benché visibilmente emozionato di fronte a una sala piena in ogni settore di malati affetti da patologie neuro degenerative alcuni di tenerissima età.

“Sono stato il primo pediatra italiano a svolgere un trapianto di midollo osseo – ricorda Andolina nel corso della tavola rotonda organizzata nel Laboratorio Urbano Culturale di Manfredonia (Foggia) – quando non c’era ancora la legge e, esattamente come succede ora, si rischiavano 20 anni di carcere come se si fosse imputati di reato di stupro. Per fortuna allora i risultati andarono oltre le mie aspettative”.

Secondo il dott. Andolina le polemiche sollevate da parte di alcuni membri della comunità scientifica legate al loro metodo, basato sull’inoculazione di cellule staminali prelevate dal tessuto osseo e opportunamente trattate, hanno precise ragioni: “non mi sarei aspettato che gli interessi delle lobby farmaceutiche fossero superiore a quelli di una guerra. Proprio queste lobby desiderano che il metodo Stamina diventi un farmaco griffato da vendere a 10 mila euro. Per non parlare – continua – delle 3 lunghe diverse fasi di sperimentazione della durata di 15 anni effettuate mentre i pazienti non hanno tempo. In virtù di queste fortissime pressioni economiche la nostra attività è stata denigrata prima ancora che potesse essere nota ai nostri stessi detrattori”.

Nel corso della tavola rotonda svoltasi nella mattinata del 28 aprile Andolina aggiunge anche il racconto di una coppia di genitori di un malato affetto da una patologia neuro degenerativa incurabile alla quale, consultatasi con uno specialista (….)

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Manfredonia, Sla, Metodo Stamina tra speranze e polemiche

Manfredonia – “SONO stato per anni in mezzo alle pallottole in Afghanistan e seguendo il dott. Vannoni non comprendo ancora se ho migliorato la situazione oppure no”. Scherza il dott Marino Andolina, vice fondatore della Fondazione Stamina, benché visibilmente emozionato di fronte a una sala piena in ogni settore di malati affetti da patologie neuro [...]

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Il Quirinale fa spaccare il PD

“HO chiesto a Bersani e a tutta la segreteria di dimettersi e lasciare a gruppi parlamentari PD il compito di sintonizzarsi con popolo italiano”. Lo ha scritto su Twitter poche ore fa il sindaco di Bari Michele Emiliano, evidenziado, ancora di più, le crepe che non accennano a placarsi nel Partito Democratico. Da sempre l’elezione del Capo dello Stato ha rappresentato una serena convergenza delle forze democratiche mentre, in questo caso, rischia al contrario di diventare l’evento scatenante dal quale tali forze non torneranno mai più uguali. Il PD è spaccato non solo per la protesta degli elettori, ma anche al suo interno. Questo perché la prima elezione del designato al Quirinale Franco Marini è avvenuta grazie a un sordido e nottambulo incontro tra leader tecnicamente antagonisti, ovvero Pier Luigi Bersani e Silvio Berlusconi.

Dopo mesi a rincorrere il Movimento 5 Stelle, proponendo i famosi (e nebulosi) 8 punti, i capi del Pd annunciavano di aver raggiunto un nome per il Quirinale “gradito” anche al Partito delle Libertà. Questo nonostante, dopo le defezioni di Milena Gabanelli e Gino Strada (arrivati rispettivamente prima e secondo nelle “Quirinarie” on line) il M5S abbia lanciato la forte candidatura di una figura super partes come Stefano Rodotà, rispettato giurista che aveva anche militato nel fu Partito Democratico della Sinistra.

I risultati si sono palesati rapidamente nelle proteste popolari di oggi ma soprattutto nel prima votazione che avrebbe dovuto tecnicamente confermare 740 voti per Franco Marini (PD, PDL più Scelta Civica) ma che, diversamente, ha prodotto il risultato di cinquecentoventuno, 151 sotto il quorum (che era di 672). Una spaccatura difficile da digerire e sanare. C’è stato anche chi come Pippo Civati (“Ho votato Rodotà e penso di essere in linea con i tanti elettori del Pd“) non ha avuto (….)

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POS obbligatorio, lo Stato di polizia è servito

L’ENNESIMO regalo alle banche da parte del governo presieduto da Mario Monti è passato in secondo piano, data la situazione di incertezza politica attuale sulla quale si stanno concentrando tutti i media. Fatto sta che dal 1 gennaio 2014 i professionisti saranno obbligati a utilizzare il POS (Point of Sale). Questo e molto altro è contenuto nel Decreto Sviluppo bis pubblicato nel supplemento ordinario n. 208 alla Gazzetta ufficiale n. 294 del 18 dicembre 2012. Già il d.lgs 231/2007 impose il divieto di trasferire denaro contante o titoli al portatore per somme maggiori o uguali a 1.000 euro. Per quanto i dettagli siano rimandati a successivo decreto interministeriale, eventuali importi minimi dovrebbero aggirarsi, in questo caso, intorno ai 50 euro.

Costo dell’operazione? Come si può leggere nel testo coordinato del Decreto Sviluppo Bis DL 179/2012 convertito con legge 221/2012 “per la realizzazione e il rilascio gratuito del documento (…) in aggiunta alle risorse già previste, è autorizzata la spesa di 60 milioni di euro per l’anno 2013 e di 82 milioni di euro a decorrere dal 2014”. Inoltre “per lo svolgimento delle attivita’ istituzionali dell’Istituto nazionale di statistica (ISTAT), con particolare riferimento a quelle derivanti dall’attuazione degli obblighi comunitari in materia statistica, é autorizzata la spesa di 18 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2013. La dotazione del Fondo per interventi struttura (…)

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POS obbligatorio, lo Stato di polizia è servito

L’ENNESIMO regalo alle banche da parte del governo presieduto da Mario Monti è passato in secondo piano, data la situazione di incertezza politica attuale sulla quale si stanno concentrando tutti i media. Fatto sta che dal 1 gennaio 2014 i professionisti saranno obbligati a utilizzare il POS (Point of Sale). Questo e molto altro è contenuto nel Decreto Sviluppo bis pubblicato nel supplemento ordinario n. 208 alla Gazzetta ufficiale n. 294 del 18 dicembre 2012. Già il d.lgs 231/2007 impose il divieto di trasferire denaro contante o titoli al portatore per somme maggiori o uguali a 1.000 euro. Per quanto i dettagli siano rimandati a successivo decreto interministeriale, eventuali importi minimi dovrebbero aggirarsi, in questo caso, intorno ai 50 euro.

Costo dell’operazione? Come si può leggere nel testo coordinato del Decreto Sviluppo Bis DL 179/2012 convertito con legge 221/2012per la realizzazione e il rilascio gratuito del documento (…) in aggiunta alle risorse già previste, è autorizzata la spesa di 60 milioni di euro per l’anno 2013 e di 82 milioni di euro a decorrere dal 2014”. Inoltre “per lo svolgimento delle attivita’ istituzionali dell’Istituto nazionale di statistica (ISTAT), , (….)

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Bersani e l’esclusiva del cambiamento

NOI del PD abbiamo l’esigenza del cambiamento, voi del M5S non avete l’esclusiva”. Lo ha spiegato questa mattina Pierluigi Bersani nel corso dell’incontro con i capigruppo portavoce del M5S Vito Crimi e Roberta Lombardi. Il leader del Partito Democratico ha rilanciato “un programma essenziale di cambiamento” ribadendo che non esiste la possibilità di un governissimo perché, secondo Bersani, “siamo troppo distanti dalla destra” col risultato di “mettere un coperchio politico su una pentola a pressione sul cambiamento”. Il suo scopo sarebbe, di conseguenza, di avviare una legislatura su alcuni punti essenziali, green economy, giustizia sociale, esodati, terapia d’urto sulla corruzione, norme sul conflitto d’interesse, diritti sulle coppie omosessuali. Un primo registro, come ha spiegato il segretario del Partito Democratico, al quale farebbe seguito una seconda tranche di riforme ovvero riduzione del numero parlamentari, province e degli sprechi in genere.

“Altre soluzioni – spiega – abbasserebbero il tasso di responsabilità della politica”. Ma il punto, in realtà, sta proprio in questa parola, la responsabilità. Secondo Bersani “solo un insano di mente potrebbe avere la fregola di mettersi a governare”. E in effetti il punto sta proprio nella totale mancanza di assunzione di responsabilità, da parte di tutta la classe politica, di fronte alla crisi economica che, benché globale, ha colpito alcuni Paesi dell’area euro molto più pesantemente rispetto ad altri. Di fronte a questa situazione ci si sarebbe aspettata una assunzione di responsabilità di buona parte della classe politica con relative dimissioni di massa. Diversamente, se nel Pd le cosiddette “primarie” hanno consentito di introdurre “nuove leve”, mantenendo immutati gli organi di comando, la totale calma piatta ha accompagnato tutto il PDL, dove nessuno sembra aver provato vergogna della crisi che sta accompagnando il Paese. Come se quest’ultima fosse stata determinata da una causa sovrumana.

“Ascoltandola mi è sembrato di sentire una puntata di Ballarò”, ha spiegato Roberta Lombardi (M5S). “Noi non incontriamo le parti sociali perché siamo quelle parti sociali: precari, disoccupati, tutti quelle compagini dell’Italia che rischiano di non avere un futuro”. ”Siamo pronti – ha aggiunto la deputata – a riprenderci la (…..)

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Un pantano chiamato PD

IL pantano nel quale il quartier generale del Partito Democratico è ingloriosamente cascato, dopo un risultato di complessivo pareggio nei confronti del PDL, rischia seriamente di portare ad una ulteriore emorragia di voti. A una sostanziale ingovernabilità il centro sinistra ha risposto, in parte, ritrattando giudizi non proprio lusinghieri nei confronti del Movimento 5 Stelle.

Esemplare, a tale proposito, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, che, in un’intervista a Tgcom24 nel maggio 2012, aveva spiegato che Beppe Grillo “emette grugniti al posto di pensieri”. Martedi scorso Vendola scriveva diversamente su Twitter : “la risposta più sbagliata, ora, sarebbe un governissimo Pd-Pdl. Confrontiamoci, invece, con la lista di Grillo con lealtà e su temi concreti”. E sbirciando nel programma del M5S indicava le priorità del neo governo: “dare una scossa elettrica nei primi cento giorni: provvedimenti di lotta al disagio sociale, legge anti corruzione e anti conflitto di interessi, sostegno alla scuola pubblica e serio ridimensionamento delle spese militari”. “Tutti” – spiega Vendola – “ci dicevano di guardare Monti. Monti è uno sconfitto. Il Movimento 5 Stelle è il vero vincitore delle elezioni”. Monti, appunto.

Quando il pericolo dello spread era agitato dalla partitocrazia come una catastrofe superiore ad una cometa con l’orbita indirizzata verso la Terra, Napolitano aveva dato mandato al (….)

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Un pantano chiamato PD

IL pantano nel quale il quartier generale del Partito Democratico è ingloriosamente cascato, dopo un risultato di complessivo pareggio nei confronti del PDL, rischia seriamente di portare ad una ulteriore emorragia di voti. A una sostanziale ingovernabilità il centro sinistra ha risposto, in parte, ritrattando giudizi non proprio lusinghieri nei confronti del Movimento 5 Stelle.

Esemplare, a tale proposito, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola che, in un’intervista a Tgcom24 nel maggio 2012, aveva spiegato che Beppe Grillo “emette grugniti al posto di pensieri”. Martedi scorso Vendola scriveva diversamente su Twitter : “la risposta più sbagliata, ora, sarebbe un governissimo Pd-Pdl. Confrontiamoci invece con la lista di Grillo con lealtà e su temi concreti”. E sbirciando nel programma del M5S indicava le priorità del neo governo: “dare una scossa elettrica nei primi cento giorni: provvedimenti di lotta al disagio sociale, legge anti corruzione e anti conflitto di interessi, sostegno alla scuola pubblica e serio ridimensionamento delle spese militari”. “Tutti” – spiega Vendola – “ci dicevano di guardare Monti. Monti è uno sconfitto. Il Movimento 5 Stelle è il vero vincitore delle elezioni”. Monti, appunto.

Quando il pericolo dello spread era agitato dalla partitocrazia come una catastrofe superiore ad una cometa con l’orbita indirizzata verso la Terra, Napolitano aveva dato mandato al governo del tecnocrate Mario Monti di riportare a galla un’economia indirizzata pericolosamente verso la recessione e di configurare una nuova legge elettorale che assicurasse stabilità e rintroducesse la preferenza dei candidati. Risultato: spread a valori ritenuti “in sicurezza” con tutti i restanti parametri economici in picchiata libera: debito pubblico che bucava il valore soglia di 2mila miliardi di euro, Pil -2,4% nel 2012 e disoccupazione galoppante degli under 25 italiani, con il 38,7% di giovani senza lavoro. La nuova legge elettorale, insieme all’abolizione delle province, è rimasta una chimera, insieme alla fiducia degli italiani nei confronti di una politica incapace di tagliare privilegi e spese inutili, anche in tempo di (….)

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Grillo e la disinformazione a tavolino

DA quasi 2 giorni la pagina Facebook del programma di Michele Santoro Servizio Pubblico è diventata bersaglio di migliaia di proteste che non accennano tuttora a scemare. Il pomo della discordia è un report a firma della giornalista Giulia Innocenzi dal titolo “Parma in mano alle banche”. Le accuse principali vertono sull’intenzione precostituita di voler screditare il Movimento 5 Stelle del sindaco Federico Pizzarotti a meno di un mese dalle elezioni amministrative. E, in effetti, dopo aver osservato bene il servizio qualche dubbio nasce spontaneo.

Scopo dell’inchiesta di Giulia Innocenzi sarebbe quella di stendere “bilancio dell’amministrazione Pizzarotti a 5 Stelle dopo 8 mesi dalle elezioni”, piuttosto che attendere 5 anni di mandato. Il servizio parte alla storia di alcune famiglie che saranno sgomberata da una casa occupata, una storia comune, purtroppo, in molte zone d’Italia in questo periodo di crisi.

Accompagnato da un sottofondo di una musica triste il servizio prosegue spiegando che: “Le famiglie che portano i loro bimbi all’asilo da un giorno all’altro si sono trovati a pagare tariffe maggiorate fino al 70%, chi ha due bimbi al nido ora arriva a pagare più di 1000 euro al mese”. Appare poi un signora che spiega alla giornalista che il comune di Parma è in mano alle banche e che la nuova amministrazione ritiene che i cittadini debbano pagare questo debito. Giulia Innocenzi si sposta, infine, su dei terreni in prossimità di un’antica basilica che sono stati venduti alle banche in cambio dell’erogazione dei mutui dove, si spiega, potrebbero sorgere dei capannoni industriali

L’inchiesta di Giulia Innocenzi sembrerebbe dimostrare in maniera inespugnabile, a chiunque non abbia dimestichezza con la rete, che il comune di Parma del sindaco Pizzarotti si trovi in una situazione disastrosa, venendo incontro a taluni pareri di certi opinionisti a pagamento secondo i quali il Movimento 5 Stelle sia costituito da persone inesperte a gestire la cosa pubblica, con tanto di indicazione elettorale per le imminenti elezioni amministrative.

Peccato che nei circa 6 minuti di servizio (un po’ poco per chiamarlo report) si ometta volutamente di spiegare che il Comune di Parma abbia ereditato qualcosa come 847 milioni di euro dalla vecchia amministrazione di centro destra. Un comune fallito, con una nuova amministrazione insediata da soli 8 mesi. Si omette di (…)

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