Come ti cancello (democraticamente) il M5S
“LA proposta di attuazione dell’art.49 della Costituzione non è, malauguratamente per chi ne scrive e per chi vi trova elemento di polemica, una succulenta notizia che rivelerebbe l’avversione del PD per il Movimento 5 Stelle”. Queste le parole, postate poco ore fa dalla senatrice Anna Finocchiaro tramite il social network Facebook, volte a buttare acqua sul fuoco sulla notizia di quella che è stata battezzata come una vera e propria legge “ad Movimentum” che porta la firma della stessa capogruppo del Partito Democratico al Senato e Luigi Zanda. Quest’ultimo, pochi giorni fa, si era smarcato decisamente dai vertici del PD, sottolineando la priorità di votare una legge per l’incandibilità di Silvio Berlusconi in base anche a una precedente legge del 1957.
Le giustificazioni postume della Finocchiaro assicurano che “il ddl è infatti presentato nell’identico testo in cui venne depositato nella precedente legislatura, sia alla Camera che al Senato e riguarda tutti i partiti. Era (e resta) un pezzo di programma del PD. Si tratta dell’attuazione – ritardata per troppi decenni e sollecitata più volte anche dal Capo dello Stato – di una decisione dei costituenti di particolare rilievo e pienamente coerente con il modello di democrazia parlamentare scelto per il nostro Paese”. Peccato che in queste ore sembrano veramente in pochi a crederci, considerata l’enorme massa di proteste raccolte sul profilo della senatrice e la tempistica con la quale è stato presentato il ddl (….)






